Matteo Mastrella
Presentazione del libro: LO SCUDETTO SPEZZATO
Questo libro nasce e prende forma nell’estate 2016, qualche giro d’orologio prima delle ormai famose e tristi 3,36 del 24 agosto, a pochi km da Amatrice, nella località di Preta. Curiosamente in questa opera si intrecciano fattori comuni che hanno contribuito alla sua stessa stesura, concepita prima del dramma che ha spazzato via per sempre vite e porzioni di terra scolari. Questo è il racconto di un fatto sportivo, fermato sul più bello dalla Grande Guerra che ha visto piangere l’Italia per i caduti di ogni località del nostro paese, come per i caduti originari di Amatrice.
“Lo Scudetto Spezzato” l’avevo pensato nel luogo delle mie vacanze estive che fin dall’infanzia mi hanno visto crescere a ridosso degli adorati Monti della Laga e dopo che il “mostro” ha deciso di far visita a quella terra e non uscirne più (al momento) ho pensato alla fine di ottobre di completarlo e pubblicarlo, dedicandolo alla memoria di chi ha visto la propria vita cancellata da fattori indipendenti alla natura dell’uomo: la guerra e il terremoto. Chi si è soffermato qualche volta sotto la torre Civica di Amatrice, che oggi non c’è quasi più, sicuramente è rimasto per qualche istante colpito dalla grande lapide posta al di sotto dell’orologio, ancora fermo alle 3:36 di quella maledetta notte.
Una lapide dedicata ai caduti della Grande Guerra. Un conflitto che colse di sorpresa anche la gente temprata e forte di quelle montagne. L’esercito italiano mobilitò circa 5.000.000 di uomini, come i “footballers” simboli di Lazio e Genoa, Giorgio Bompiani e Luigi Ferraris, cosi’ come la zona montana che va da Antrodoco ad Amatrice vide parte dei suoi abitanti partire per il fronte, perché li’ non doveva passare lo straniero. “Lo Scudetto Spezzato” è un libro dedicato ai caduti sportivi della Grande Guerra, senza colori e senza distinzioni, che nel Campionato 1914/1915 furono privati dell’emozione di disputare la finale di quella competizione perché il fronte li aveva chiamati a combattere su altri campi ben più duri di quelli battuti nelle arene del football. Al termine della guerra fu decretato un vincitore, ma forse sarebbe stato meglio premiare anche “chi” da quella vicenda usci’ privata di uomini, strutture e chances sportive già conquistate. Altro fattore di collegamento fu la figura di Romolo Capranica, il primo amatriciano a perire in guerra, a cui il Comune di Amatrice ha voluto dedicare la nuova scuola sorta dopo poche settimane dal terremoto e divenuta simbolo della ricostruzione per volere del sindaco Sergio Pirozzi. Non poteva mancare il cuore ultracentenario della Lazio che, nella figura del suo presidente con origini amatriciane, ha deciso di portare fin lassù la rosa al completo, i suoi dirigenti ed i suoi dipendenti a rendere omaggio a chi ha perso tutto o quasi. Inoltre la squadra ha posato per la foto ufficiale del Campionato 2016/2017 scegliendo come sfondo la scuola della rinascita di Amatrice e devolvendo al Comune il ricavato dell’iniziativa. Anche la città di Genova non ha voluto esimersi dal dare il suo contributo alla causa amatriciana. Infatti parte dell’incasso di entrambi i derby della Lanterna, stagione 2016/2017, saranno devoluti dai due club liguri alle popolazioni colpite dal terremoto. Lo scudetto spezzato simboleggia cosi’ lo scudetto rigenerato dal grande cuore del popolo italiano.
Emiliano Foglia
COMMEMORAZIONE CADUTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE 4 NOVEMBRE 2016
Il 30 luglio 1915 a Castelnuovo di Sagrado (Gorizia) fa un caldo asfissiante. Il sole è alto sul fronte di guerra austro-ungarico e i soldati, in un’attesa snervante, rimangono acquattati all’interno delle loro trincee. Il ronzio delle mosche si mescola al gioco di luci ed ombre e accompagna qualche sporadico gemito proveniente dalla linea nemica. Il sesto reggimento dei bersaglieri è interamente schierato a difesa della posizione italiana nella zona dell’Isonzo, con la quinta compagnia di comando pronta ad entrare in azione su ordine del tenente Giorgio Bompiani. E’ necessario riguadagnare le posizioni perdute e porre fine all’arretramento inferto con le disfatte delle precedenti battaglie. Il tenente Bompiani ordina l’attacco e alla testa di un manipolo di bersaglieri si getta verso le linee avversarie, esposto, come tutti, al violento fuoco della fucileria e delle mitragliatrici austriache. Una luce abbacinante divampa dalla trincea nemica e anticipa di qualche brevissimo istante il sibilo di una pallottola che lo ferisce mortalmente. Il tenente Giorgio Bompiani cade a terra e gli ultimi spasmi sono il preludio di una morte ormai certa. Un rivolo di sangue fuoriesce dalla bocca e bagna il terreno arido e polveroso. La vita del tenente Bompiani, come purtroppo quella di molti altri soldati italiani, termina qui quando ancora non sa che il suo sacrificio non sarà vano e le vittorie italiane riportate sul Piave nell’ottobre del 1918 determineranno la fine delle ostilità con l’entrata in vigore, il quattro novembre dello stesso anno, dell’armistizio di Villa Giusti. Il tenente Bompiani non sa che dall’anno seguente, a suggello della vittoria italiana nella Prima Guerra mondiale, il “IV Novembre” sarà istituita la “Giornata dell’Unità Nazionale” e la festa delle Forze Armate. Il bersagliere Bompiani, erede anche lui dell’Ideale di un altro bersagliere, Luigi Bigiarelli, non sa e non può sapere che oggi, a 101 anni di distanza, la famiglia della S.S. Lazio renderà onore alla sua tomba al cimitero monumentale del Verano, scegliendo lui come simbolo di tutti i caduti della Polisportiva biancoceleste nel primo evento bellico mondiale. Il calciatore Bompiani, già protagonista della leggendaria vittoria delle “tre partite in un giorno” nel giugno del 1908, e probabilmente nella rosa della squadra all’alba della stagione 1914/1915, non sa e non può sapere che forse finalmente sarà fregiato con il titolo di Campione d’Italia 1914/15. Lo merita, come lo meritano tutti i calciatori della Lazio partiti per il fronte e mai più tornati indietro per concludere quella trionfale stagione calcistica che solo un evento tragico come la guerra ha interrotto.
Lazio Campione d’Italia 1914/1915 per la S.S. Lazio e la sua storia, per gli atleti caduti in guerra, per la Verità.
Oggi quattro novembre 2016, su iniziativa dell’Avv. Gianluca Mignogna, già promotore della petizione per la richiesta dell’assegnazione ex-aequo del titolo di Campione d’Italia 1914/1915 alla S.S. Lazio, ha luogo la commemorazione di tutti i caduti della Polisportiva Lazio presso il cimitero monumentale del Verano in Roma.
I banchi dei fiori che costeggiano le mura di cinta del più celebre dei cimiteri romani ancora espongono le corolle più belle per omaggiare i defunti nella ricorrenza appena occorsa. E’ un trionfo di colori, dal giallo delle margherite, al viola dei crisantemi al tenue bianco e fucsia delle orchidee dallo stelo filiforme. Questa distesa di fiori restituisce allo sguardo la piacevole sensazione di pacificazione interiore, persa nell’intricato dedalo delle frenesie quotidiane ancor più ingrigite dal cemento della nostra città. Un nucleo di persone staziona davanti all’ingresso principale che si apre sull’omonimo Piazzale del Verano, pronto, in religioso silenzio, a recarsi in processione verso la tomba di Goffredo Mameli, il simbolo più autentico del patriottismo italiano. Le note dell’inno d’Italia da lui scritto rimbalzano nell’etere e impongono alla colonna umana di fermarsi davanti alla sua tomba per omaggiare in un gesto simbolico tutti i caduti per amor di patria. A questa schiera appartengono a pieno titolo molti atleti della Polisportiva Lazio che, partendo per il fronte, lasciarono incompiuta, in molti casi in modo definitivo, la loro attività sportiva. Molti di essi non fecero mai ritorno, lasciando per sempre in custodia alle acque del Piave i loro sogni giovanili, covati sulle sponde del Tevere in una fredda giornata del gennaio 1900. Il loro estremo sacrificio ha tracciato la via lungo la quale oggi la delegazione biancoceleste, guidata dal Presidente della Lazio Generale dott. Antonio Buccioni, intende proseguire nel ricordo con la commemorazione ai caduti della Grande Guerra . Viene disteso un lungo striscione celebrativo e deposta una corona di fiori a ricordo indelebile del loro sacrificio e del loro coraggio. La cerimonia sobria e pacata si conclude sulle note del silenzio quando le prime gocce di pioggia cominciano a scendere. Ci piace pensare che nel ciclo delle acque vi sia un rimescolamento delle stesse che partendo dal cielo arrivino in terra, dal Tevere al mare e con un processo osmotico risalgano la corrente del Piave e facciano giungere la nostra profonda gratitudine a chi ha immolato la propria vita per un ideale di libertà.
Perché ancora possono sentirci, perché “chi muore per la patria, non muore mai”!
Matteo Mastrella
TERREMOTO AD AMATRICE: LCQ1900 A SALETTA
E’ ancora buio la notte del 24 agosto. Alle ore 3,35 a.m. ci sono solo i grilli a rendere musicale ed armonica la quiete dell’alto reatino. L’ultimo lembo di terra della Regione Lazio che penetra all’interno dell’Appennino, stretto com’è tra le regioni di Umbria, Marche e Abruzzo. Il profilo geografico somiglia alla lama affilata di un coltello, pronta ad offendere e guadagnare spazio a scapito dei territori vicini.
Sono gli ultimi scampoli dell’estate e coricati nel letto aspettiamo l’alba del nuovo giorno. Le lucciole vagano nel buio intenso della notte e, disegnando improbabili traiettorie, scompaiono e poi riappaiano come le stelle intermittenti nel cielo. La calma apparente è rotta solo dal guaito dei cani che abbaiano. E poi improvvisamente BOOM!
Un rumore sordo ne precede un altro, molto più intenso e fragoroso: il terremoto!
Le lancette ora segnano le 3,36 a.m. “Via! Il terremoto!” urla la voce ferma e decisa di mio cognato che irrompe nella stanza da letto. E poi ancora “Via, presto! Il terremoto!”. E tutti giù per le scale per guadagnare l’uscita di casa. Tutto in un attimo, lungo ed interminabile, dilatato a dismisura dalla percezione della paura che ci travolge. Le porte che cigolano intorno ai loro cardini, altre che si schiudono in un abbandono del listello della serratura dalla sua sede, lampadari che dondolano come la pendola di una torre campanaria e il rumore impressionante ed innaturale dei muri che sembrano accartocciarsi. Usciamo in strada dove alcune tegole del tetto finiscono la loro corsa e quando i fili della luce oscillano ancora. I comignoli dei camini, divelti dalle loro canne fumarie, rimangono minacciosi e aggettanti, sospesi tra le coperture e le grondaie pluviali, pronti nella caduta a stabilire il loro nuovo stato di equilibrio. Le urla di voce umana fanno da contorno al vortice scatenato nella gola profonda della Terra. Aumentano via via di intensità, quasi imploranti la natura di fermare la sua furia nell’effimera convinzione che essa obbedisca.
Ed arriva finalmente il silenzio dopo 142 secondi di puro terrore.
“Dov’è? Dov’è stato il terremoto?” sono le prime domande. Al momento nessuno ha la risposta. E’ troppo presto per sapere. Rientriamo con cautela in casa ed accendiamo la Tv, che ancora non diffonde notizie del terremoto appena occorso. Con gli occhi fissi sullo schermo interroghiamo noi stessi e, pervasi dalla percezione vissuta, intimamente rispondiamo che l’epicentro del sisma deve essere vicino. Siamo in un’area ad alto rischio sismico, classificata zona uno, il massimo dell’esposizione. Sappiamo che non può essere molto distante. “Si, ma quanto distante?” E’ l’ennesima domanda che preme sulla coda delle altre in attesa di risposta. Finalmente Rainews24 dà la notizia e la grafica che compare dietro la giornalista circoscrive l’area intorno ad Accumoli ed Amatrice ed inghiotte anche noi a soli 10 km di distanza. I cerchi concentrici che avviluppano la zona interessata montano come un’onda impetuosa che sbatte e travolge anche noi inermi davanti a tanta furia. E’ un’altra dura botta per i nostri animi, ormai affranti. Esclami un “NO” di disappunto che replichi un’altra volta alla notizia dell’intensità del sisma pari al sesto grado della scala Richter. Un altro “NO” ed un altro ancora quando un’altra scossa ci obbliga ad uscire nuovamente da casa. Seguendo le grida triviali e le imprecazioni di voci conosciute mi reco nella piccola piazza del paese, già colma di gente che, come me, violentata nella notte, è scaraventata dalla paura a gremire quello spazio comune. Facce sconvolte incrociano gli sguardi ancora atterriti di altre facce. Un abbraccio ed un semplice “tu come stai?” allentano un po’ la tensione ancora palpabile. La visita inaspettata di Don Fabio, parroco della nostra piccola comunità, offre ulteriore conforto alle nostre anime laicamente dannate, avvinghiate nella spirale infernale del demone-terremoto. Le notizie sono frammentarie e spesso discordanti. Affogano nello stesso collo di bottiglia le numerose chiamate della telefonia mobile e rimangono intrappolate tra le maglie di una rete cellulare non sempre ottimizzata. Le agenzie di stampa diffondono le prime dichiarazioni del sindaco di Amatrice che parla di un paese che non c’è più. “Non può essere!”, “Ma ti pare?” sono le esclamazioni più frequenti. Affermazioni istintive dette da chi vuole esorcizzare la realtà. Ma la situazione diventa tremendamente chiara non appena le telefonate di amici e parenti residenti all’interno dell’area del cratere più prossima all’epicentro confermano la drammaticità degli eventi. Parlano di morte e distruzione e di secoli di storia sepolti definitivamente sotto le macerie. Pensi a tutto, alla ferita profonda che ti è stata inferta, agli anni spensierati della gioventù andati via per sempre e con essi strade, vicoli, persone che stimolavano il ricordo di momenti di vita vissuti. Le prime immagini dei luoghi colpiti dal sisma sono spettrali, cosi’ maledettamente simili agli scenari di guerra nella Siria di Assad, tanto da far pensare più ad un bombardamento che ad un terremoto. Case collassate su se stesse e diventate cumuli di macerie.
Intanto le cronache raccontano già di decine di morti e ammoniscono che il bilancio è solo provvisorio, destinato ad aumentare inesorabilmente. Un velo di tristezza scende impietosamente a coprire quel senso di impotenza che ci attanaglia. “Cosa facciamo?”, “Dobbiamo andare!” sono la molla che spinge alcuni di noi a recarsi ad Amatrice. Chi per scavare a mani nude e chi, carpentiere di professione, alla guida di ruspe e mezzi meccanici. Tra i primi soccorritori c’è anche don Fabio, “il prete con la pala”.
Non è ancora tempo di piangere, la fase dell’emergenza è appena cominciata!
L’alba fa ormai capolino dietro i dolci contorni delle montagne, accompagnata non dal canto del gallo, ma dalle sirene delle ambulanze e dei mezzi di soccorso che vanno su e giù per la via Salaria, quando la terra continua ancora a tremare.
Sono passati quasi due mesi dal sisma del 24 Agosto in centro Italia e il bilancio finale parla di 298 morti accertati, 388 feriti e due persone ancora disperse. La fase dell’emergenza è virtualmente terminata con l’evacuazione della zona rossa e il trasferimento degli sfollati verso la vicina costa adriatica. La macchina dei soccorsi è ancora al lavoro per liberare l’intera area dalle macerie e dare inizio alla delicata fase della ricostruzione, a cui parteciperanno a vario titolo le diverse componenti del governo nazionale e degli enti locali. Ma nessuna ripartenza sarebbe possibile senza il coinvolgimento emotivo e sostanziale del popolo italiano che, per storia e tradizione, in casi drammatici come questi mostra sempre il suo lato migliore. La lunga scia di solidarietà che ha attraversato l’Italia intera da Sud a Nord ha prodotto un contributo significativo sia in termini economici sia in termini di aiuti materiali. Le raccolte fondi “pro emergenza terremoto” attivate da più parti e la partecipazione attiva e spontanea di migliaia di volontari hanno tracciato le linee guida da seguire che il “Lazio Club Quirinale 1900” ha saputo e voluto intraprendere sin dall’inizio. E’ venuto naturale rimandare la minicrociera, già in programma, alle isole del Giglio e di Giannutri e destinare le relative risorse ad una nostra raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Questa iniziativa di beneficenza è culminata nell’epilogo dell’evento di solidarietà a favore della “Onlus Peter Pan” lo scorso 24 settembre a Castel Porziano e ha visto raggiungere la considerevole somma di € 3175,00 (tremilacentosettantacinque/00).
Oggi 9 Ottobre una delegazione del “Lazio Club Quirinale 1900” consegnerà direttamente al “Circolo Ricreativo Amici di Saletta” (www.amicidisaletta.it) la somma raccolta.
Sono le 8,30 di domenica mattina e alcuni soci del “Lazio Club Quirinale” hanno deciso di trascorrere la loro giornata nelle zone colpite dal terremoto. Appuntamento alla stazione di servizio lungo la bretella di collegamento tra il Grande Raccordo Anulare e l’autostrada Roma-Firenze e con un pallido Sole ad illuminare la strada ci dirigiamo dritti lungo la via Salaria per raggiungere Saletta, un piccolo paese del comune di Amatrice in provincia di Rieti. Saletta, tra tutte le 69 frazioni che compongono la realtà locale amatriciana, è una delle più martoriate con 22 morti accertati su solo otto residenti. Questo dato descrive alla perfezione lo scenario dei luoghi colpiti dal sisma. Piccoli borghi di montagna scarsamente abitati che vivono prevalentemente di agricoltura e zootecnia e che, specie nel periodo estivo, decuplicano il numero dei residenti, per lo più villeggianti provenienti da Roma. Luoghi disincantati immersi nella natura stretti tra il Parco dei Monti Sibillini e il Parco Naturale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un vero paradiso naturale trasformatosi tristemente in una tomba infernale.
Dopo circa due ore di viaggio arriviamo al km 136 della via Salaria in prossimità del bivio per Saletta e di colpo i discorsi che ci hanno accompagnato lungo il percorso terminano all’istante. La mente si rivolge univocamente a quello che ci apprestiamo a vedere e tutte le parole rimangono sospese nel limbo dell’ovvietà. La macchina rallenta ed è costretta a fermarsi al posto di blocco della polizia che, a contrasto di ogni forma di sciacallaggio, interdice il passaggio a curiosi e malintenzionati. Una volta accertati i nostri buoni propositi la macchina riprende la sua marcia e sale piano piano lungo la strada comunale che ci condurrà a destinazione. File di alberi ne costeggiano il ciglio e qualche uccello si libera in volo planare per poi scomparire di nuovo all’interno del bosco. Una serie di curve difende da sguardi indiscreti i primi caseggiati del paese e dopo breve ci ritroviamo dove non avremmo mai voluto essere. Sono ad attenderci i rappresentanti dell’associazione “Amici di Saletta” che, dopo i convenevoli iniziali, ci conducono direttamente all’interno del paese, in prossimità della zona rossa. Lo scenario da apocalisse che si presenta davanti ai nostri occhi toglie il fiato e vanifica ogni suggestione di domanda che avremmo voluto porre loro. Fanno da cornice le loro flebili parole che, lontano da ogni velleità descrittiva, raccontano telegraficamente di vite spezzate e di lutti personali. La perdita di una mamma sotto le macerie nella casa di famiglia viene da noi percepita come l’esaltazione perversa del destino perfido che in un solo attimo ti porta via la persona più cara e la culla naturale dell’amore materno che ti ha cresciuto. All’interno della zona rossa non c’è più traccia di vita, sembra tutto cristallizzato all’istante del terremoto. Un silenzio tombale ammanta ogni pietra e imprigiona ogni anelito di vento che tenta di fuggire. L’assenza del succedersi naturale degli eventi svuota il tempo del suo significato inchiodandolo per sempre alle ore 3,36 del 24 agosto. Una borsa in pelle ed un utensile da cucina affiorano sulla parte superiore di un cumulo di macerie, testimonianza di una vita passata di là che non tornerà più indietro. La cerimonia di consegna dell’assegno simbolico ai rappresentanti dell’associazione ci riconduce alla realtà e dà avvio nuovamente all’avanzare delle lancette del nostro orologio del tempo. Facciamo visita alle tende del campo allestito dalla Protezione Civile che ancora per poco ospiterà, prima dell’esilio forzato, gli ultimi sfollati rimasti. C’è rassegnazione e smarrimento all’interno del campo ormai semivuoto, ma l’odore del caffè che fuoriesce dalla tenda mensa alimenta la speranza che si nasconde dentro ogni gesto quotidiano. “Nulla sarà più come prima, ma Saletta rinascerà” sono le parole di congedo che precedono la nostra ripartenza. Salutiamo i nostri amici prima di riprendere la strada del ritorno. Il nostro è un arrivederci a Saletta, magari per un caffè nel nuovo centro ricreativo che rinascerà anche grazie al nostro contributo. Di questo ne siamo certi come la vita si riaffaccia sempre prepotente a cancellare ogni simbolo di morte. E’ solo questione di tempo, ma Saletta rivivrà! E i residenti e i villeggianti torneranno soprattutto per rispetto e nel ricordo di chi non c’è più.
“…non ti abbandoneremo uomo dell’Appennino: l’ombra della tua casa tornerà a giocare sulla terra natia. Dell’alba ancor ti stupirai!”
Matteo Mastrella
LAZIO CLUB QUIRINALE E PETER PAN A CASTEL PORZIANO
Il giorno 24 Settembre 2016 si è svolto l’evento di beneficenza a favore dell’Associazione “Peter Pan Onlus” organizzato dal Lazio Club Quirinale, in particolare dal Presidente del club, Raffaele Bracci e dal Vicepresidente, Gianluca Poggi.
Il Lazio Club, fin dalla sua nascita, si è prefissato di organizzare attività di svago, di interesse per il mondo calcistico e non solo. Grazie all’unità e all’interesse di tutti i soci sono stati organizzati un paio di eventi benefici l’anno a favore di associazioni che si occupano di casi e situazioni di persone meno fortunate.
Questo pomeriggio è stato organizzato per ricordare che oltre al divertimento e allo svago ci sono persone che lottano ogni giorno contro problemi che a volte sfuggono al controllo e al raziocinio di ognuno di noi.
L’associazione “Peter Pan” nasce dall’iniziativa di un gruppo di genitori con figli malati oncologici, con l’intento di offrire ad altre famiglie un aiuto concreto nell’affrontare la dura esperienza della malattia. La parola “oncologia” legata a “bambino” fa sempre rabbrividire: proprio per questo il cuore di tutti i soci non può voltare le spalle a tali situazioni, e il nostro contributo si riesce a far sentire, grazie anche alla quasi onnipresenza del Consiglio Direttivo e di chi ha possibilità di partecipare a questi eventi benefici.
L’evento si è svolto nella favolosa tenuta presidenziale di Castelporziano, riserva naturale dal 1999 alle porte di Roma. L’imponente entrata costituita da un cancello sontuoso, conforme al tenore della proprietà, consente l’accesso ad un lungo viale di circa 3 km che, attraversando una pineta di alti alberi secolari, per un’estensione di circa seimila ettari, conduce al nucleo principale del “Castello” e ad altri fabbricati secondari.
Entrati nel piccolo teatro della tenuta, l’ambiente già preludeva la presenza di importanti ed interessanti artisti che, con una scaletta ben delineata, tale da alternare momenti di fragorose risate ad altri di riflessione, hanno fatto trascorrere agli ospiti un paio di ore molto piacevoli.
Si sono succeduti artisti di grande fama, anche internazionale:
- il poeta Guido De Paolis, una sua poesia dedicata a San Francesco è incisa su ceramica e appesa nella Basilica di Assisi.
- l’incredibile imitatore Guglielmo Marconi, presente in vari noti programmi televisivi e che presto vedremo nuovamente a teatro.
- l’indimenticabile Tony Malco, autore ufficiale dell’inno della Lazio e non solo, avendo inciso numerosi album di cui orgogliosamente va fiero.
- il tenore di fama internazionale Edoardo Guarnera, debuttante all’Opera di Roma, cantante nei migliori teatri del mondo e partecipe nella composizione di Cent’anni insieme, per festeggiare i cento anni di storia della Lazio.
- il simpaticissimo comico Marco Tana, presente in numerosi locali della Capitale con strepitosi spettacoli di cabaret.
I momenti di allegria non sono mancati, anche grazie alle “punzecchiate” di qualche artista romanista che ha saputo fare dell’autoironia ma anche prendere in giro la maggior parte dei presenti con qualche battuta sulla squadra laziale; tuttavia, il rispetto e la sportività hanno caratterizzato l’intero pomeriggio, con il fine comune di donare all’Associazione Peter Pan la somma di millecinquecento euro, grazie ai contributi dei soci del Club del Quirinale.
Ma il divertimento e la riflessione non sono stati gli unici input della giornata. Prima di passare al colmo buffet offertoci abbiamo partecipato all’interessante intervento di Francesco Bracci, sedicenne crocerossino volontario. Grazie alla sua dimostrazione siamo usciti dalla platea del teatro con qualche importante nozione da utilizzare in situazioni di emergenza: come eseguire un massaggio cardiaco ad una persona incosciente e le manovre di disostruzione delle vie aeree.
Divertimento e responsabilità rappresentano le due facce della stessa medaglia che costituiscono il cuore e il valore del Lazio Club Quirinale.
Maria Vittoria Montagna
EVENTO BENEFICO DI CASTEL PORZIANO – SABATO 24 SETTEMBRE 2016
Il Lazio Club Quirinale 1900 risponde ancora una volta “presente!” all’appello alla solidarietà. Ne ha dato ampia dimostrazione organizzando – primo in ambito Presidenza della Repubblica – una raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto che ha devastato parte del Lazio orientale e alcune zone delle Regioni limitrofe (Marche, Abruzzo e Umbria).
La raccolta dei fondi pro-terremotati è stato il degno prologo all’evento benefico (deciso nella riunione del CD del nostro Club tenutasi il 7 luglio u.s.), organizzato in favore dell’Associazione Onlus “Peter Pan” di Roma, e celebrato sabato 24 settembre nel piccolo ma accogliente teatro della Tenuta presidenziale di Castelporziano, discreta e suggestiva location dipinta nella natura.
Le nostre parole non sono adatte a spiegare le emozioni provate dai partecipanti all’evento che sono entrati nella Tenuta di Castelporziano per la prima volta; le stesse emozioni che ogni volta provano i colleghi inviati per lavoro a Castelporziano! Purtroppo, non ci è stato possibile bere più a lungo da quella splendida fonte! Ah, tempo, grande medico ma perfido tiranno!
Dopo rapidi saluti e piacevoli conversari nel Cortile del Castello, siamo entrati in Teatro, accolti dal Vice presidente del Club Gianluca Poggi in veste di “primo presentatore” (talvolta coadiuvato sul palco dal Presidente del Club, Raffaele Bracci).
Gianluca ha esordito spiegando le finalità dell’evento benefico: l’elargizione di un contributo all’Associazione Onlus “Peter Pan” di Roma, fondata nel 1994 da un gruppo di genitori di bambini malati di cancro, per sostenere soprattutto altre famiglie di piccoli pazienti costretti a trasferirsi a Roma per curarsi. Nel 2004 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì all’Associazione la Medaglia d’Oro per meriti nella Sanità Pubblica.
Dopo questa breve introduzione, Gianluca ha chiamato sul palco il collega – e poeta – Guido De Paolis che, pur essendo tifoso giallorosso, aveva entusiasticamente aderito all’invito a partecipare all’evento. Guido De Paolis ha scritto il superbo libro di poesie “Noi dentro di noi”, ed è una sua realizzazione anche la poesia su San Francesco, “incisa” su legno e ceramica, ed esposta nel convento della Basilica di Assisi.
Guido non si è sottratto all’affettuosa schermaglia sul palco col nostro Vice presidente, e ha poi recitato una poesia sull’archetipo della madre; la poesia ben si adattava all’evento, illustrando la “sfera della vita” della madre, pronta a tutto dare e a poco chiedere. Il pubblico l’ha salutata con un caloroso applauso, attestato della semplicità personale e della capacità espressiva e di condivisone promananti da Guido.
Subito dopo, è salito sul palco il Presidente del nostro Club Raffaele Bracci, il quale ha ribadito le finalità dell’evento benefico che, oltre al contributo in favore dell’Associazione “Peter Pan”, trattava anche di nozioni di primo soccorso impartite dalla Croce Rossa. Per illustrare l’argomento, Raffaele Bracci ha chiamato sul palco il figlio Francesco, Istruttore della Croce Rossa, che ha risposto a una breve intervista sulle sue competenze in materia di primo soccorso, delle quali avrebbe dato dimostrazione poco prima della fine dello spettacolo.
Gianluca Poggi ha dipoi introdotto il cantante e autore Tony Malco che, dopo aver risposto al saluto e a una breve presentazione, ha eseguito due brani: “Ehi” e “La voce del silenzio” (quest’ultimo brano, composto da Mogol, Paolo Limiti ed Ezio Isola, fu cantato nel Festival di Sanremo 1968 da Tony del Monaco e Dionne Warwick).
Lo spettacolo è continuato con l’ingresso sul palco del comico-cantante-attore romano (e, purtroppo, romanista!) Gabriele Marconi, che si è esibito in una decina di imitazioni: Antonio Lubrano – pare sia un suo cavallo di battaglia – Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Bruno Vespa, Luca Giurato, Francesco Totti e Papa Francesco… Senz’altro notevole, a nostro modesto parere, è stata la recita della poesia “ ‘A livella”, composta dal grande Totò; perbacco, e anche perdinci, eziandìo: sembrava proprio lui! Sia come timbro di voce, sia come lingua parlata (quel napoletano che, soltanto ai tempi di Cola di Rienzo, era strettamente imparentato col nostro romanesco, definito a pieno titolo “dialetto meridionale”; poi, si sa, nei secoli XV e XVI a Roma c’erano tanti pellegrini e – soprattutto – tanti mercanti fiorentini, che il loro “vernacolo toscano infusero in bocca romana…”).
L’esibizione di Gabriele Marconi ha fatto da apripista a quella del Maestro Edoardo Guarnera, tenore romano discendente da una famiglia di musicisti (e presentato da Gianluca Poggi come tifoso laziale).
Edoardo non ha potuto trattenersi molto, essendo atteso in Rai per una registrazione; ma ci ha offerto due saggi della propria arte, cantando un brano “classico popolare”, ispirato alla canzone napoletana, “Caruso” (Lucio Dalla, che grande laziale saresti stato, se avessi tifato per noi!), e la romanza “Nessun dorma” (non ci sono riferimenti alla difesa della Lazio!) della Turandot di Giacomo Puccini.
Dopo una breve presentazione, Gianluca Poggi ha chiamato sul palco Raffaele Bracci e la Rappresentante della Associazione Onlus “Peter Pan” la quale, a sua volta, ne ha brevemente raccontato la storia e spiegato le attività. La signora ha poi ricevuto dalle mani dei Soci Matteo Mastrella e Francesco Bracci l’assegno simbolico della nostra offerta (che, lo ricordiamo, ammontava a millecinquecento euro).
Dopo due minuti, ha fatto irruzione sulla scena il cabarettista romano Marco Tana, urlando: “Stop!” “Stop!” e, avvicinatosi al palco senza salirvi, ha improvvisato a braccio un esilarante sketch nel quale ha mescolato la famiglia tradizionale (dove imperavano i nonni), la famiglia moderna e le diavolerie tecnologiche (con particolare riferimento agli smartphone che si usano “touch screen” e quindi, a furia di strofinarci le dita – per rispondere a una chiamata, per esempio – sporchi il display e non ottieni niente).
L’intervento di Marco Tana ha preceduto il secondo di Guido De Paolis, che ha recitato una poesia sul tema del borgo natio (Guido, per esempio, è nato e risiede a San Vito Romano). Al termine della declamazione, il pubblico gli ha tributato un applauso che, secondo noi, ha superato in intensità quello che gli era stato tributato dopo la recita della poesia precedente.
Lo spettacolo volgeva al termine. Gianluca Poggi ha chiamato sul palco Raffaele Bracci, e gli ospiti per i ringraziamenti. Come detto, mancava Edoardo Guarnera, impegnato con la Rai. Tony Malco, simpaticamente boicottato dai fonici (che non si decidevano a far suonare la “base” giusta), ha poi eseguito l’inno “Vola Lazio vola”, applaudito a scena aperta dal pubblico presente.
Ultimo, ma non per importanza, l’intervento di Francesco Bracci sulle tecniche di primo soccorso insegnate dalla Croce Rossa. Francesco ha fornito un’esauriente spiegazione delle tecniche in parola (precisando, inoltre, che il numero telefonico 112 è stato determinato come numero unico di emergenza in occasione del Giubileo di Papa Francesco), dopodiché – coadiuvato da Matteo Mastrella – ha eseguito la dimostrazione, servendosi anche di un manichino appositamente preparato.
A fine spettacolo, ci siamo ritrovati tutti nel Cortile del Castello, per un piccolo rinfresco, e un beneaugurante “Arrivederci a Castelporziano” che, speriamo, sia location per altri eventi organizzati dal nostro Club.
Approfittiamo di questa chiusa per ringraziare chi ha reso possibile lo svolgimento del riuscitissimo evento, con particolare riguardo per il Dottor Flavio Salvadori, Vice Segretario Generale Amministrativo, il Dottor Luigi Delli Paoli – fervente laziale – Capo del Servizio tenuta e giardini, il Dottor Guarra, Capo del Servizio Intendenza, e tutto il suo staff, il Dottor Daniele Cecca, Responsabile della Direzione tecnico-agraria della Tenuta. Non ultimi, ringraziamo anche i Carabinieri in servizio presso “Porta Principale” (così ci piace definire l’entrata sulla Via Cristoforo Colombo) della Tenuta presidenziale di Castelporziano
Ci sia infine concesso di salutare tutti i Soci del Lazio Club Quirinale 1900, che invitiamo a prepararsi per intervenire numerosi al prossimo evento che si svolgerà sabato 26 novembre 2016. D’accordo, l’evento deve ancora essere organizzato, ma noi laziali diamo sempre prova di affidabilità e partecipazione anche e soprattutto precorrendo i tempi, come è avvenuto – siamo fieri di ribadirlo – in occasione della raccolta di fondi per le popolazioni colpite dal terremoto.
F O R Z A L A Z I O!
VIVA IL LAZIO CLUB QUIRINALE 1900!
Marco Bindi
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LAZIALI IN VISITA AL PALAZZO DEL QUIRINALE
VISITA AL PALAZZO DEL QUIRINALE
Lunedi’ 13 giugno 2016, giorno di Sant’Antonio da Padova, nel Piazzale del Quirinale, alle ore 10.30 si sono puntualmente presentati, come un orologio svizzero, il Capitano Pino Wilson, Giancarlo Oddi, Felice Pulici, Toni Malco, Vincenzo il giornalista, Maria, Daniela, Paola, Tiziana e altri amici per onorare, finalmente, l’impegno assunto nei nostri confronti dal “Lazio Club Quirinale 1900” di poter visitare lo storico Palazzo del Quirinale, attuale residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana.
Il Palazzo del Quirinale, ubicato sul medesimo Colle, il piu’ alto dei Colli Romani, residenza stabile dei Papi (ha ospitato 30 Papi) da Papa Gregorio XIII fino a Papa Pio IX, dopo il 1870, quando Roma venne conquistata dal Regno d’Italia, divenne il Palazzo Reale dei Re d’Italia e con la proclamazione della Repubblica Italiana – referendum del 2 giugno 1946 – sede definitiva del Presidente della Repubblica Italiana.
L’entrata nel Palazzo dal Portone principale crea in tutti noi un momento di grande emozione, a partire dal saluto delle Guardie nella garitta esterna e all’impatto con il Corazziere posto all’interno dell’edificio per la sua imponenza ed eleganza.
Ad attenderci all’ingresso del Palazzo il Vice Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Dott. Flavio Salvadori, il Presidente del Lazio Club Quirinale 1900 Raffaele, il Vice Presidente Gianluca , con la consorte Alessandra in elegante divisa di ordinanza, che sara’ la nostra guida nella visita delle varie sale distribuite su una superfice di ben 110.000 mq.
Espletate le formalita’ di ingresso al Palazzo, la nostra guida Alessandra ci informa che la visita delle varie sale avra’ una durata ridotta a sole 2 ore, anziche’ delle 4 necessarie, in quanto alcuni dei presenti hanno degli inderogabili impegni lavorativi.
Si inizia, quindi, questo bellissimo percorso a partire dal maestoso Cortile d’Onore posto alla nostra sinistra, che spesso abbiamo visto in televisione in occasione dell’arrivo dei vari Presidenti della Repubblica e personalita’ di Stato importanti, attorno al quale sí sviluppa tutto il corpo centrale del Palazzo con le sue 1.200 stanze.
Dopo aver visitato al Piano Terra i diversi locali dove sono ben conservati i vari servizi da tavola usati per i grandi ricevimenti, affrontiamo i primi gradini dello Scalone d’Onore, di proporzioni monumentali, costruito su un sistema a doppia rampa, che dal lato destro ci conduce nella Sala dei Corazzieri, la piu’ grande dell’intero Palazzo, dove hanno luogo le pubbliche udienze e le premiazioni ufficiali da parte del Presidente della Repubblica.
La Sala dei Corazzieri fu fatta costruire da Papa Paolo V, nei primi anni del XVII secolo, dove si conserva ancora il soffitto a cassettoni e la pavimentazione marmorea che riproduce lo stesso disegno geometrico del soffitto. Del seicento e’ anche il portale che introduce alla Cappella Paolina, che ha le stesse misure e caratteristiche della Cappella Sistina in Vaticano, dove si sono tenuti alcuni Conclavi e vennero celebrate nel 1930 le nozze di Umberto II con la Principessa Maria Jose’ del Belgio.
Proseguendo nel percorso ci troviamo nella Prima Sala di Rappresentanza e dopo aver attraversato alcune sale, tra cui la sala del Balcone realizzato da Gian Lorenzo Bernini, siamo entrati nella Sala Gialla, nella Sala di Augusto e in quella degli Ambasciatori dove nel pavimento nel periodo napoleonico e’ stato inserito un bellissimo mosaico proveniente da Villa D’Este di Tivoli.
Proseguendo nel percorso, possiamo ammirare la celebre Scala Elicoidale del Mascarino, caratterizzata da coppie di colonne in travertino, che consentiva l’accesso agli appartamenti dei Pontefici raggiungibili anche direttamente con il cavallo data la bassa ripidita’ dei vari gradoni.
Si passa poi per la Loggia d’Onore e per la Sala del Bronzino, utilizzata quest’ultima quale luogo d’incontro tra il Presidente della Repubblica e i Capi di Stato ospiti provenienti dall’attigua Loggia d’Onore il cui ambiente fu rinnovato in occasione della visita di Adolf Hitler nel 1938, per ritrovarci poi nello Studio del Presidente dove vengono tenuti gli incontri ufficiali con i Segretari di Partito durante le consultazioni per la formazione del Governo. A seguire si passa nella Sala degli Arazzi di Lille e nella Biblioteca del Piffetti, proveniente dalla Villa della Regina Anna d’Orleans nei pressi di Torino, trasportata poi al Palazzo del Quirinale per volonta’ del Re Umberto I e dalla Regina Margherita.
Giunti quasi al termine di questa stupenda visita, si transita per la Sala dello Zodiaco, creata durante il periodo sabaudo, dove e’ conservato il fregio in bassorilievo raffigurante il trionfo di Giulio Cesare la cui testa e’ pero’ sostituita con quella di Napoleone Bonaparte.
La penultima Sala da visitare e’ quella degli Specchi, riservata ad ospitare alcune udienze del Capo dello Stato ed in particolare per il Giuramento dei Membri della Corte Costituzionale. Per ultimo ci soffermiamo ad ammirare il Salone delle Feste, che rappresenta il secondo ambiente piu’ grande e solenne del Quirinale, dove sí svolge il Giuramento dei Ministri del nuovo Governo e si tengono i pranzi ufficiali per un numero massimo di 200 persone circa. Al centro della volta del Salone si puo’ ammirare il Trionfo dell’Italia, mentre sul lato minore dello stesso, verso lo Scalone d’Onore, si nota sia il Palco stabile per l’orchestra, destinato al tempo sabaudo ai musicisti durante i balli di corte, sia il pavimento coperto totalmente da un’unico tappeto che sí estende per circa 300 mq (il piu’ grande d’Europa).
In questo enorme Salone abbiamo voluto imitare la Cerimonia di Giuramento riservata ai Ministri del nuovo Governo, nominando e facendo giurare i Ministri del nostro piccolo Governo, i cui nominativi e relativi incarichi sono in appresso riportati, delegando per le varie chiamate la nostra guida, la brava e capace Alessandra, alla presenza di tutto il nostro parentado, come da tradizione, che ha gradito le varie nomine manifestatosi con un caloroso e prolungato applauso:
- Primo Ministro: Giuseppe WILSON;
- Ministro dell’Agricoltura e Sviluppo Economico: Giancarlo ODDI;
- Ministro dell’Arte e Cultura: Tony MALCO;
- Ministro dello Sport; Felice PULICI.
In modo rispettoso ho ritenuto concludere questo percorso incorniciando la visita effettuata nella straordinaria Cappella privata dell’Annunziata, con affreschi del maestro bolognese Guido Reni dei quali uno raffigurante l’Annunciazione con la Madonna che cuce. Straordinario.
E’ terminata la nostra mattinata e ci incamminiamo verso l’uscita del Palazzo felici e soddisfatti per aver trascorso momenti bellissimi ed emozionanti, diversi dalla solita routine di tutti i giorni. Una bella esperienza che difficilmente scorderemo.
Nel ringraziare tutti quanti per la giornata trascorsa, all’insegna dell’amicizia e del rispetto reciproco, anche a nome dei miei compagni di squadra e rispettive mogli, grati per quel bellissimo rapporto che, da sempre, abbiamo cercato di mantenere con i nostri fedelissimi tifosi ed in particolare con il Lazio Club Quirinale 1900, uno tra i pochissimi Lazio Club al momento ancora esistenti, che ci ha permesso di ritrovarci insieme per trascorrere un momento unico, da ripetersi se possibile al piu’ presto, onde completare la visita odierna per ammirare i Giardini e il Torrino del Palazzo con la sua splendida vista sulla Capitale.
Grazie ancora.
Un fortissimo abbraccio a tutti.
Felice Pulici
UN PRESIDENTE, C’E’ SOLO UN PRESIDENTE!
Sabato 21 maggio 2016, nella splendida cornice del ristorante “Caio Funky Trattoria” sito in via di Villa Lauchli, 1 – Roma, ha avuto luogo un altro evento del “Lazio Club Quirinale 1900”. Ospite d’onore il “Presidentissimo” della nostra squadra del cuore, dal 1992 al 2003, Dott. Sergio Cragnotti. Sotto la sua gestione, la S.S. Lazio ha ottenuto importanti successi a livello nazionale ed internazionale, vincendo 1 Scudetto, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa UEFA a cui si aggiungono una finale di Coppa UEFA e due secondi posti in campionato. Aver ascoltato dalla sua viva voce gli aneddoti relativi agli acquisti dei giocatori, alla scelta degli allenatori, alla grande lazialita’ di suo fratello Giovanni, che fu l’artefice dell’entrata della famiglia Cragnotti nella S.S. Lazio, ha suscitato in tutti noi presenti una profonda emozione. Tra gli ospiti anche il difensore Giuseppe Pancaro che arrivato alla Lazio, nel 1997, ha militato nelle nostre fila per 6 stagioni vincendo lo scudetto del 2000, due Coppe Italia (1998 e 2000), due Supercoppe italiane, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA del 1999. La giornata e’ stata allietata dalla voce di Tony Malco, cantautore romano che nel 1983 ha composto e interpretato “Vola Lazio Vola” inno ufficiale della nostra squadra. Lui stesso ci ha raccontato l’episodio relativo ad una telefonata, dal lontano Giappone, per la richiesta di 200.000 copie del nostro inno. Inizialmente lui stesso credeva fosse uno scherzo che poi si è rivelato essere realtà. A rappresentanza del mondo dell’informazione il giornalista sportivo e direttore di Cittaceleste Stefano Benedetti. Un riconoscimento particolare e’ stato assegnato all’avvocato Gian Luca Mignogna promotore dell’assegnazione dello scudetto 1914/15 a Lazio e Genoa ex aequo. L’avvocato ci ha dato speranze concrete sulla positiva risoluzione della causa in essere dando così onore ai quegli eroici giocatori già campioni del centro-sud Italia. Era presente tra noi tifosi il nostro tesserato vip Dott. Flavio Salvadori che ha ancora una volta evidenziato le capacità organizzative e le varie attività sportive e sociali che caratterizzano la Lazio come ente morale. Varie targhe sono state consegnate agli illustri ospiti a ricordo della giornata trascorsa insieme. Il nostro club ha ringraziato il Dott. Sergio Cragnotti, omaggiandolo di un premio simbolo della lazialita’ (l’Aquila).
Una citazione particolare va fatta per ricordare il nostro socio Pacifici Andrea al quale e’ stato assegnato il premio “Lazio club Quirinale 1900” edizione 2016. Questo premio e’ il riconoscimento nei confronti del socio che nell’anno precedente ha dimostrato affetto e partecipazione particolari verso il Club. Il taglio della torta ed il brindisi finale sono stati accompagnati da cori da stadio nei confronti del nostro “Presidentissimo”. Presidente, grazie a Lei la più antica società di calcio della capitale ha toccato il punto più alto della notorietà internazionale esportando la lazialita’ nel mondo. Sir Alex Ferguson, allenatore del Manchester United disse: “Nel 1999 abbiamo perso la Supercoppa Europea contro la Lazio che in quel momento era la migliore squadra al mondo ed è forse questo il ricordo più amaro.”
La giornata si e’ conclusa con l’estrazione dei favolosi premi della prima lotteria del Lazio Club Quirinale 1900. Arrivederci al nostro prossimo evento.
Con lazialita’,
Mario Michelini
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BIGLIETTI VINCENTI LOTTERIA 2016 LAZIO CLUB QUIRINALE
Il giorno 21 maggio 2016 si è svolta presso il ristorante “Caio Funky” in via di Villa Lauchli 1, 00191 Roma l’estrazione dei biglietti vincenti della lotteria associata alla festa annuale del “Lazio Club Quirinale 1900”.
I premi associati ai biglietti vincenti possono essere ritirati entro 30 (trenta) giorni dalla data di pubblicazione del presente articolo, previa esibizione in originale del biglietto in possesso del vincitore.
Di seguito vengono indicati i numeri dei biglietti estratti e contestualmente dichiarati vincenti con i relativi premi ad essi associati:
1° premio Crociera MSC una settimana per due persone biglietto n. 1109
2° premio Borsa donna “FENDI” biglietto n. 0562
3° premio TV 40 pollici SAMSUNG LH40RMD biglietto n. 1140
4° premio Telecamera “TOM TOM BANDIT BASE PACK” biglietto n. 2959
5° premio Smartbox “TRE GIORNI CON BENESSERE” biglietto n. 1027
6° premio Olio extra-vergine d’oliva 20 lt. “FRANTOIO GAUDENZI” biglietto n. 2440
7° premio Orologio uomo “CHRONOTECH” c/o “GIOIELLERIA VANNOZZI” biglietto n. 2573
8° premio Tablet “ASUS” 7 pollici biglietto n. 0524
9° premio Gift card (valore 150€) “TUTTOSPORT” biglietto n. 1102
10° premio Pranzo per 4 persone c/o risorante “VALLE DEL TREJA” biglietto n. 1724
11° premio Forno microonde c/o “NEW HOME & CO” biglietto n. 0779
12° premio Orologio donna “FESTINA” c/o “GIOIELLERIA TAFFERA” biglietto n. 0891
13° premio Buoni benzina (valore 100€) c/o TO.MAS biglietto n. 2219
14° premio Pranzo per 2 persone c/o “HOSTARIA ROMANA” biglietto n. 0491
15° premio Pizza per 4 persone c/o “RISTORANTE SCIARRA” biglietto n. 2038
Per facilitare e concordare le modalità del ritiro dei premi i possessori dei biglietti vincenti sono pregati di contattare, entro la data stabilita, il Lazio Club Quirinale all’indirizzo di posta elettronica lotteria@lazioclubquirinale1900.it, oppure in alternativa utilizzare gli altri contatti indicati nella sezione Contatti del presente sito web.
Il Consiglio Direttivo








