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I LAZIONALI OMAGGIATI DAL LCQ1900

I LAZIONALI OMAGGIATI DAL LCQ1900

 

Cerimonia per il 120° anniversario di fondazione della Federazione Italiana Giuoco Calcio

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale una delegazione della Federazione Italiana Giuoco Calcio in occasione delle celebrazioni per i 120 anni della fondazione.

Dopo gli interventi del Commissario Straordinario della FIGC, Roberto Fabbricini, del Presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e le testimonianze del Capitano della Nazionale femminile di calcio, Sara Gama, e del Capitano della Nazionale maschile, Giorgio Chiellini, il Presidente Mattarella ha rivolto un indirizzo di saluto.

Erano presenti il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, dirigenti sportivi nazionali e internazionali, calciatrici e calciatori delle Nazionali, un rappresentanza degli azzurri che hanno vinto gli Europei del 1968 e i Campionati del Mondo del 1982 e del 2006.

A margine della cerimonia il Lazio Club Quirinale 1900 ha voluto omaggiare gli attuali giocatori della SS Lazio, Ciro Immobile e Francesco Acerbi, presenti nella delegazione della Nazionale di Calcio. Tra gli altri che in un recente passato hanno incrociato le sorti biancocelesti erano presenti Roberto Mancini, attuale Commissario Tecnico della Nazionale, e Dino Zoff capitano dell'Italia vittoriosa ai mondiali di calcio del 1982.

Matteo Mastrella

(fonte www.quirinale.it)

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ROMA 08/05/2018 SS LAZIO e LCQ1900 ANCORA INSIEME

Roma 08/05/2018 SS Lazio e Lcq1900 ancora insieme

“Finalmente anche quest’anno è giunta l’ora del consueto appuntamento del Lazio Club Quirinale nella splendida cornice della casa dell’Aviatore, momento tanto atteso dai soci dopo il rinvio dell’evento dovuto alla scomparsa del giovanissimo campione Davide Astori, un lutto che aveva scosso tutto il mondo del calcio.

Serata unica, movimentata dal cabarettista laziale Marco Tana, che ci ha accompagnati durante tutta la cena con le sue barzellette e dal cantautore Toni Malco, autore dell’inno laziale, che non ci ha negato qualche minuto di euforia “da stadio”. Tra i pilastri della nostra amata squadra erano presenti Mr Manzini, Mr Farris, Juan Barnabè con la sua Olimpia e Laura Zaccheo, che hanno dimostrato grande disponibilità nei confronti del nostro Club. L’ospite d’onore quest’anno é stato il numero 10 Felipe Anderson, che si è prestato ad essere fotografato con ogni singolo socio, regalandoci una straordinaria sorpresa: una sua maglia autografata, vinta dal fortunato aquilotto sorteggiato. A completare la serata l’inaspettato arrivo del Presidente Lotito, che nel suo discorso ha incoraggiato tutti i tifosi presenti a sostenere la Lazio, nonostante l’avversione che spesso ci viene dimostrata. Serata ricca di presenze importanti, di momenti ludici ed anche un po’ di riflessione, con una scaletta ben scandita dalle capacità organizzative del Presidente Bracci e del Vice Poggi, instancabili ed appassionati, più di sempre.“

Arianna Tirico

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ROMA 9/5/2018: LA SS LAZIO FA VISITA AL LAZIO CLUB QUIRINALE

Il salone di ricevimento della “Casa dell’Aviatore” è colma all’inverosimile. La sala a stento riesce a contenere le 250 persone convenute all’ormai consueto appuntamento tra la S.S. Lazio e il “Lazio Club Quirinale” e ancor più difficilmente può arginare la passione e l’entusiasmo per una stagione calcistica fin qui esaltante. Il brusio di fondo prende corpo dallo scambio di opinioni tra “vecchi” colleghi, non solo sulla squadra biancoceleste ma anche sulle sorti del nuovo governo che stenta a nascere. I ricordi di precedenti crisi istituzionali sono ancora vivi in molti di noi e l’enfasi con cui i colleghi più anziani li raccontano creano quel naturale rapporto simbiotico con le sorti del “Palazzo”. Che si parli di politica o di sport la memoria e la passione sono l’archetipo descrittivo dello stesso rapporto intenso che abbiamo noi tutti con la nostra squadra del cuore.

Felipe Anderson, ospite illustre della serata, sale le scale che conducono al convivio con la stessa leggerezza con cui un altro numero DIECI del “Peixe” invitò la platea mondiale al banchetto del calcio sopraffine degli anni ’60 e ‘70. Stessa maglia, la inarrivabile “camisa branca” numero 10 del Santos. Un’altra “Perla nera”, non certo per la cromia somatica, ma perché è della Lazio e quindi unica come Pelè. Essere della Lazio è altro, è “de più di una squadra di calcio”….. Felipe Anderson guarda sbigottito tutti noi e i tanti bambini presenti che, in un vociare statico, acclamano il loro idolo. In un gesto di consumata autenticità Felipe Anderson saluta gli astanti con uno strascicato For(z)sa Lazio alla portoghese. Poco importa della dizione, della rigida formalità dell’Arma dell’Aeronautica che gentilmente ci ospita, in fondo anche qui, alla “Casa dell’Aviatore”, è sempre l’aquila che comanda e a noi che siamo i suoi figli prediletti è concessa qualche divagazione dal tema. Chissà cosa pensa Francesco Baratta, il principale asso nella storia dell’aviazione italiana, che, da un quadro dietro al palco, fissa e scruta il già a noi noto Marco Tana esibirsi nelle sue esilaranti ed irreverenti battute e Toni Malco che proprio sullo stesso palco esegue il suo repertorio di Lazio e sentimento. E non può non essere benevolo con chi ha fatto volare il suo stesso spirito di libertà e dato forza, nel sigillo dell’amore per i colori del cielo, all’utopia “da-vinciana” di librare in aria l’uomo nella leggerezza dei suoi sogni. Ci piace pensare che Francesco Baracca, avanguardia militare italiana nel primo conflitto bellico, se fosse vissuto oggi avrebbe condiviso la rivendicazione dello scudetto negato del 1915 perché lui, come altri fratelli d’armi, atleti della Polisportiva Lazio, perirono tragicamente sul fronte austroungarico. Ne avrebbe onorato la memoria ed ora, ad un secolo di distanza, in un gesto di serena pacificazione incensa anche lui Felipe Anderson che dal palco premia il fortunato socio del nostro club che si aggiudica la sua maglia autografata. Il 13 Agosto del 2017 in una Roma torrida e strangolata dall’afa c’era anche Felipe, Felipao vista la temperatura, a spingere il giovane aquilotto Murgia a segnare la rete del successo in Supercoppa Italiana contro la corazzata Juventus. Il racconto audio del goal riecheggia in sala e fa vibrare il metallo della coppa che la S.S. Lazio, attraverso la dirigenza rappresentata dalla sig.ra Laura Zaccheo, dall’onnipresente Maurizio Manzini e dalla coscienza critica di mister Farris, ha voluto esibirci a fianco dell’aquila Olimpia e del suo padre putativo Juan Bernabè, impagabile come sempre. Al momento del brindisi Felipe Anderson si congeda con una finta dinoccolata sulla destra, come il “cachaceiro” Garrincha quando venerdì 20 febbraio 1970 veste per la sua seconda ed ultima volta la nostra maglia, la più bella del mondo. La sua storia, di poliomielite e alcolismo mista alla fulgida classe di uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, tanto da essere consacrato nel suo epitaffio come la “Gioia del popolo” brasiliano, è quella di ascese vertiginose e cadute repentine come la parabola a fortune alterne della nostra Lazio. Il tempo scorre inevitabile e quando la serata sembra volgere al termine, in piena zona cesarini, il Presidente Lotito fa ingresso in sala. Dopo un’interminabile giornata di lavoro prende, come da sua consuetudine, in mano la scena ed il microfono. Ci annuncia ciò che già era trapelato nei giorni scorsi dagli organi di stampa dell’etere romano, dando l’ufficialità dell’apertura imminente di un nuovo negozio “Lazio Style” al centro di Roma. Sarà, afferma con tono perentorio, un nuovo punto d’incontro, la catarsi dove fondere il cuore della città con l’anima della nostra lazialità. Lotito in una risoluta analisi delle avversità, a volte artatamente generate dall’ambiente esterno, invita all’unità di tutte le componenti del mondo Lazio per raggiungere un sacrosanto piazzamento in Champions League, sul campo ampiamente meritato. Lotito, a poche ore dal suo compleanno, si congeda con un ultimo brindisi da un popolo che vigilerà sulle ultime due giornate di campionato, perché i laziali, nella loro storia, si sono sempre presi quello che meritavano e lo faranno anche questa volta. C’è da starne certi!

Avanti Lazio! Avanti Laziali!

Matteo Mastrella

AVV. TINELLI NOMINATO SOCIO ONORARIO DEL LCQ1900

AVV. TINELLI NOMINATO SOCIO ONORARIO DEL LCQ1900

AVERE LO ZIO LAZIALE E’ UNA COSA EMOZIONANTE.

 

Mio zio Aleandro, in famiglia, era “l’avvocato”, con profondo impegno per tutta la vita ha esercitato la professione forense – ad oggi, sono 70 anni di professione - e noi parenti più stretti, spessissimo abbiamo raccolto apprezzamenti sulla sua attività di avvocato da persone amiche e da conoscenti.

Ogni considerazione “dall’esterno”, sul suo conto, è stata sempre accompagnata da stima e riconoscenza. A questi elementi, si aggiunge il fatto che, da sempre, è di fede laziale e benché con noi fosse, su questo argomento, molto riservato quando chiedevamo e/o cerchiamo ragguagli sulla sua Lazio e sul campionato di calcio il suo viso si illumina e la sua voce prende un’altra tonalità.

Nelle sue argomentazioni la S.S. Lazio balza subito al primo posto e con accortezza e passione mio zio ne delinea i contorni del momento, i punti di forza e quelli più deboli. Comunque l’affetto per la sua squadra è stato sempre totale, non un dubbio non una riserva: la Lazio è la Lazio.

Per anni alla Tribuna d’Onore del Flaminio e poi alla Monte Mario all’Olimpico, insieme al suo gruppo di amici laziali, non ha mai mancato un incontro in casa ed il lunedì, quando il giorno dopo la partita era il lunedì, le valutazioni sul gioco erano serrate. Dico le valutazioni, perché con lui non si discute, si esamina, si ragiona, si guarda avanti. Pochissime le polemiche.

Sarà stato il suo spirito da sportivo, canottiere prima, sciatore dopo, il gioco del pallone, quello giocato in campo era l’argomento principale. Per noi più giovani e per quanto mi riguarda poco appassionati di calcio, è un vero piacere ascoltare le sue analisi tecniche, una vera scoperta del mondo del pallone e un tuffo nella storia della S.S. Lazio.

Ora che mio zio è grande di età “sul serio” e dopo tanti anni, le cose non sono cambiate e la sua pacatezza è pari a prima. Solo bisogna avere una “piccola” accortezza evitare di chiedere a lui notizie della A.S. Roma!

Al dunque tutti noi della famiglia, possiamo con un pizzico di emozione confermare: mio zio Aleandro, è “un laziale a 360° gradi”.

 

Piero Tinelli

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Avv. Aleandro Tinelli

Via Oslavia, 30 - 00195 Roma - Tel - Fax 06.37.50.02.38

  1. IVA 01972470585 - C.F. TNL LDR 26P15F 781U

e-mail: aleandro.tinelli@alice.it - pec: aleandrotinelli@ordineavvocatiroma.org

Spett.le

Lazio Club Quirinale 1900

Sua Sede

Roma

Gentile Presidente,

il Club mi ha nominato Socio onorario.

Me lo hanno comunicato il 27 aprile u.s. i Sig.ri Gianluca Poggi ed il Rag. Mario Michelini, rispettivamente Vice Presidente e responsabile delle relazioni esterne del sodalizio, consegnandomi, a casa mia, la tessera di socio, una targa commemorativa ed il gagliardetto del sodalizio.

Ho accettato il tutto “magnum gaudium”, onorato anche per le motivazioni datene: la mia lunga militanza di laziale, sportiva (pratica agonistica del canottaggio e dello sci) e professionale (di avvocato).

Nel mezzo del brindisi e delle foto ricordo (nelle quali appaiono anche due miei cugini: Ing. Aleandro Tinelli ed Arch. Piero Tinelli), ho rievocato alcuni momenti significativi della mia lazialità e le emozioni provate.

Nasce, la mia lazialità, con la prima partita alla quale assistetti nel 1939 (o 1940?): Lazio – Bari (sotto una pioggia torrenziale).

Sento da allora il sapore intenso dei derby cittadini: come non ricordare il grandissimo Silvio Piola e i due goals rifilati alla Roma nella partita del campionato 1940 – 1941 ed il goal, che sanciva la nostra vittoria al 93° minuto del match del campionato 2011, segnato dal grande MIRO KLOSE: impazziti di gioia, tanti tifosi, seduti vicino a me, si sono proiettati sulle teste degli spettatori antistanti come se avessero voluto planare (come aquile) sul campo per abbracciare l’eroe teutonico.

Di altri derby, ho ricordato i protagonisti (Chinaglia, Di Canio, Signori, etc. etc.).

Rimangono le speranze ed un sogno.

Spero che alla nostra Lazio sia riconosciuto il (terzo) titolo di campione d’Italia del campionato 1915, che si era svolto, per la 1^ guerra mondiale, in due gironi: quello di Nord Italia, vinto dal Genoa (che lo ebbe il titolo) e l’altro del Centro Italia (virtualmente vinto dalla Lazio, che invece ancora l’attende).

Sogno la qualificazione (insperata all’inizio del campionato) della nostra Lazio alla Champions League 2018 – 2019. L’avrebbe già avuta senza gli errori arbitrali; ha buttato la chance nella penultima partita del campionato, a Crotone: sogno un match point vittorioso (o col pareggio) nell’ultima partita del campionato contro l’Inter, qui a Roma.

La squadra, nonostante la sfortuna, gli accennati errori, la stanchezza e gli infortuni dei giocatori importanti (ma forse è recuperabile il goleador Immobile), la squadra, ripeto, si batterà da par suo per regalare la gioia ai suoi tifosi della meritata ammissione all’Europa che conta.

Questo è il mio sogno: Forza Lazio!

Cordialmente

Avv. Alendro Tinelli

IL DOTT. FLAVIO SALVADORI NUOVO PRESIDENTE ONORARIO DEL LCQ

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Ieri 20 novembre 2017, presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito in zona Castro Pretorio, si è riunito il Consiglio Direttivo del Lazio Club Quirinale 1900.

A margine del sopralluogo della location, presso la quale si intende inoltrare invito ufficiale alla S.S. Lazio per il rituale evento conviviale da tenersi nel primo scorcio del nuovo anno, si è svolta la cerimonia per la nomina a Presidente Onorario del Lazio Club Quirinale 1900 del dott. Flavio Salvadori, già Vice Segretario Generale della Presidenza della Repubblica.

Il dott. Salvadori, visibilmente emozionato e grato del pensiero che tutto il Consiglio Direttivo gli ha rivolto attraverso l’investitura ufficiale a massimo organo di rappresentanza del Lazio Club Quirinale, carica peraltro mai prima d’ora ricoperta, ha rivolto a tutti i soci i più fervidi ringraziamenti.

Siamo certi che il dottor Salvadori sia la figura più idonea a ricoprire tale ruolo e che possa mettere al servizio del nostro club l’esperienza e le capacità che lo hanno contraddistinto nel ben più gravoso compito di guida della complessa macchina amministrativa della Presidenza della Repubblica.

Un altro tassello, necessario a strutturare il nostro club con un organigramma di prestigio, per essere sempre all’altezza delle sfide e delle nuove iniziative che porremo in essere.

Con sincera lazialità

il Consiglio Direttivo

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BIGLIETTI VINCENTI LOTTERIA 2017 LAZIO CLUB QUIRINALE

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Il giorno sei maggio 2017, presso il ristorante “Scuderie San Carlo” in Via Portuense 959, 00148 Roma, si è svolta l’estrazione dei biglietti vincenti  della lotteria organizzata dal Lazio Club Quirinale 1900

Sono stati estratti i seguenti numeri ai quali sono stati abbinati i premi a fianco indicati:

1°   premio   CROCIERA MSC – una settimana per due persone                              biglietto n. 1199

2°   premio   TV SAMSUNG 49” 4K ULTRAHD SMART TV WI-FI                                       biglietto n.0721

3°   premio   BATTERIA PENTOLE “KUOKA” offerte da “NEW OLD &CO”                   biglietto n. 2356

4°   premio   CINTA UOMO “FENDI”                                                                               biglietto n. 2886

5°   premio   SMART BOX “DUE NOTTI D’INCANTO” per due persone                         biglietto n. 2589

6°   premio   SOUNDBAR altoparlante LG LAS454B                                                      biglietto n.4804

7°   premio   OROLOGIO “CHRONOTECH” offerto GIOIELLERIA VANNOZZI               biglietto n. 0545

8°   premio   GIFT CARD negozio “TUTTOSPORT” (VALORE € 150,00)                          biglietto n. 2056

9°   premio   TOM TOM START 52 offerto da “ELIANTO”                                                biglietto n. 4710

10° premio   BUONO offerto da “PRENESTINA GOMME” (VALORE € 150,00)            biglietto n. 3149

11° premio   FOTOCAMERA SUBACQUEA NIKON COOLPIX A10 BLACK                     biglietto n. 4637

12° premio   BUONO “GIOIELLERIA TAFFERA” (VALORE € 150,00)                               biglietto n. 4174

13° premio   FESTA PER BAMBINI “OASI PARK”                                                                biglietto n. 2610

14° premio   BUONO SPESA NEGOZIO “BRITISH OLD” (VALORE € 100,00)                   biglietto n. 1774

15° premio   BUONI BENZINA (VALORE € 100,00) DA “TO.MAS”                                   biglietto n. 2461

16° premio   CASSETTA VINO (BARONE DI BERNAJ) da “VINI SFUSI GALLO”               biglietto n. 3094

17° premio   PRANZO per 2 persone c/o  “HOSTARIA ROMANA”                               biglietto n. 0624

18° premio    MACCHINA DEL CAFFE’ “NESPRESSO INISSIA”                                        biglietto n. 1207

19° premio    PIZZA per quattro persone PRESSO “RISTORANTE SCIARRA”                 biglietto n. 2719

20° premio    STAMPANTE HP ENVY 4520                                                                        biglietto n. 3217

Chiunque fosse in possesso dei biglietti dichiarati vincenti è pregato di contattare l’organizzatore della lotteria agli indirizzi di posta elettronica lotteria@lazioclubquirinale1900.it oppure segreteria@lazioclubquirinale1900.it entro e non oltre i 30 giorni dalla data di pubblicazione su questo sito. Si fa presente che per la riscossione dei premi è necessario esibire in originale il biglietto dichiarato vincente.

PREMIO LAZIO CLUB QUIRINALE EDIZIONE 2017: GIULIANO FIORINI

EVENTO DI SABATO 6 MAGGIO 2017

ANTIPASTO

“Scusate, ma io del derby… ancora vi voglio parlare… quando la Roma fu travolta dalle onde… del biancoceleste mare!”. Era tempo! Avevamo la sgradevole sensazione, durante gli incontri formali e no, ma soprattutto nello svolgimento degli “Eventi”, che qualcosa disturbasse il fluire degli accadimenti; che lo spirito di iniziativa dei Soci più intraprendenti – sebbene si realizzasse in splendidi momenti di condivisione solidale e rafforzamento della nostra lazialità – ci avesse ugualmente lasciati indietro di un passo importante.

Il 26 maggio 2013, sommità della storia sportiva della Lazio, si era allontanato; poco era importato a noi laziali che, nel frattempo, la squadra avesse disputato un’altra Finale di Coppa Italia e – stavolta a Shangai anziché a Pechino – un’altra Supercoppa Italiana, mentre i cugini erano rimasti a bocca asciutta. Contro di noi, però, il bilancio dei giallorossi si stava pesantemente arricchendo (cinque vittorie e due pareggi). Davvero un brutto rospo in gola!

Ma le nostre due belle vittorie del 1° marzo e del 30 aprile (intervallate dall’ininfluente sconfitta del 4 aprile) ci hanno finalmente ridato il sorriso! Il vento ha spazzato via quelle grevi nuvole giallorosse!

E’ tornato il sapore, il profumo di Lazio ci inebria quando ci riuniamo, negli incontri, negli Eventi, allo stadio!

SABATO 6 MAGGIO

L’Evento odierno si è celebrato nella location romana “Scuderie San Carlo”. Non è stato il pranzo di arrivederci alla prossima stagione, dal momento che dobbiamo giocare due Finali, e sognare non è vietato. Hanno partecipato all’evento i Soci del Lazio Club di Milano (presieduto dal romano Claudio SCIPIONI) e, soprattutto, la madre e le figliole dell’indimenticato Giuliano FIORINI.

Il Lazio Club di Milano – invitato grazie all’intraprendenza del Consigliere Mario MICHELINI – fu fondato negli Anni 60 da Alberto COSTA, allora giovane studente, oggi giornalista del Corriere della Sera. “Sempre in trasferta”, recita il detto sotto l’intestazione del Club, nel cui sito è riportato che i Soci sono molto innamorati della Lazio, nonostante la lontananza geografica e, per molti di loro anche anagrafica, da Roma.

La partecipazione del Lazio Club Milano è stata anche per questo una piacevole sorpresa: è già difficile professare la propria fede calcistica in un ambiente distante da quello della squadra del cuore; figurarsi cosa significa tifare per una squadra che poche volte, rispetto ad altre squadre, è ascesa alle vette del panorama calcistico italiano. Se questo non è amore, quale altra parola potrebbe definirlo?

Giuliano FIORINI. Una lunga malattia lo ha privato all’affetto dei suoi cari a soli quarantasette anni, nel 2005. Ma quante battaglie ha dovuto combattere, e quante ne ha vinte, a prezzo di inani sacrifici!

LAZIO-VICENZA. Era il 21 giugno del 1987, primo giorno d’estate, ma nei cuori laziali turbinava l’inverno. Se non avessimo vinto quella partita, saremmo precipitati nel baratro della Serie C1! Nello Stadio Olimpico non ci sarebbe stato posto nemmeno per un moscerino!

Cominciammo all’attacco, ma il pallone non voleva entrare. Contribuì parecchio all’acre nostra sofferenza il giovane portiere vicentino DAL BIANCO, che parò pure l’anima de… I biancorossi subirono anche l’espulsione di MONTANI, ma non cedettero… Finché, a otto minuti dalla sciagura, furono la lesta torsione e il subitaneo destro di Giuliano a scaraventare in rete un pallone divenuto plumbeo. L’urlo della nostra gente lacerò il muro del suono!

Giuliano FIORINI fu la nostra scialuppa di salvataggio, il martello pneumatico che sgretolò l’ultimo muro (di cemento) fra la speranza e la rovina, lasciatoci in eredità dalla partenza ad handicap (MENO NOVE!).

Il salone delle “Scuderie San Carlo”, inoltre, era stato “apparecchiato” con i gagliardetti che ricordavano le vittorie di Coppa Italia contro Milan, Inter e – soprattutto! – Roma, e con maglie storiche indossate da calciatori che in un recente passato militarono nella Lazio. La ricerca, e la conservazione di queste maglie sono il risultato del paziente lavoro di Agostino – titolare del sito “Maglie Lazio.it” (IL MUSEO) lavoro che lo stesso Agostino ha spiegato agli intervenuti allorché è stato presentato dal Vice Presidente del Club, Gianluca POGGI.

Sopraggiunti tutti gli invitati, il Presidente del Club Raffaele BRACCI e il Vice Presidente del Club Gianluca POGGI – scambiandosi perfettamente ruoli e tempi di intervento nella presentazione, come se fossero stati KEITA e IMMOBILE sul prato dell’Olimpico – hanno aperto l’Evento, illustrando le finalità del nostro Club e i punti centrali dell’evento stesso. E’ intervenuto il Dottor Flavio SALVADORI – Vice Segretario Generale Amministrativo S.G.P.R. – che ha sottolineato come il Club non sia solo espressione di aggregazione sportiva, ma anche espressione di lodevoli iniziative di solidarietà, una delle quali tra l’altro – come vedremo – era collegata alla Lotteria.

Sono stati invitati a parlare i rappresentanti del Lazio Club Milano. Il Socio Sergio BERNARDINI, illustrando le attività del Club stesso, ha anche raccontato, tra l’altro, di aver presieduto un Club nella capitale dello stato africano della Liberia! Retoricamente, si avrebbe l’istinto di esclamare: ”Lazio senza frontiere!”, anche considerando la presenza di Lazio Club a New York e a Bruxelles. Ma siamo perfettamente in linea con gli intendimenti dei Padri Fondatori della Lazio, che scelsero per i nostri colori la bandiera della Grecia, nazione archetipo dello sport che affratella i popoli. Subito dopo l’intervento di Sergio BERNARDINI, il Lazio Club Milano è stato premiato.

Il secondo premiato è stato Marco BINDI, Tesoriere del Lazio Club Quirinale 1900, per “l’affetto e la generosità sempre dimostrati”, recita la “motivazione” incisa sulla Targa. Un po’ in rima e un po’ in prosa, Marco ha affermato che i veri meriti sono del nostro Club, sempre tempestivamente sensibile ai disagi dei meno fortunati; successivamente, ha rivolto un saluto al Lazio Club Milano che, “come da Laziale tradizione, ha gemellato il Duomo col Cupolone”, e ha declamato un ricordo per Giuliano FIORINI, “piccolo grande uomo, perché c’è poco da scrìve, è anche grazie a lui se oggi la Lazio vive”.

Quando la madre e le figliole di Giuliano FIORINI sono state chiamate alla premiazione, il sentimento commotivo che già permeava l’Evento ha raggiunto il culmine. Non solo le tre donne, ma molti di noi non sempre sono riusciti a trattenere le lacrime.

Le sue care, e non solo per le somiglianze fisiche, hanno ritratto Giuliano nella sua semplicità e nella sua generosità. Soltanto lui, però, poteva rappresentare le sue intemperanze (era un accanito fumatore…) e, forse, qualche piccolo atto di indisciplina, soprattutto verso i tecnici, ma mai aveva inveito contro nessun compagno di squadra.

Giuliano FIORINI è della Lazio, e la Lazio è di Giuliano FIORINI!

La torta che ha chiuso il pranzo è una vivida testimonianza di questa reciproca appartenenza. “Eternamente grati”, recita il popolo biancoceleste attorno al Piccolo Grande Uomo.

Concluso il pranzo, il Presidente e il Vice Presidente del Club hanno chiamato i due Rappresentanti dell’Associazione “Il Caprifoglionlus”, con i quali il Club ha collaborato al sostegno del “Progetto Miriam”, destinatario di parte dei proventi della Lotteria. I Rappresentanti dell’Associazione, dopo aver rivolto un ringraziamento particolare al nostro Socio Cesare CAMILLI – che ha stabilito i contatti fra Associazione stessa e Lazio Club – hanno informato che nella prossima settimana si recheranno in Africa a sovrintendere la messa in opera di un intervento di solidarietà.

L’evento ha avuto termine con l’estrazione dei biglietti della Lotteria, cui hanno proceduto i Soci Socrate LENZA, Eleonora POGGI e Matteo MASTRELLA (da poco diventato babbo della piccola Sveva). L’elenco dei biglietti quelli vincenti sarà presto consultabile sul Sito del nostro Club.

Da rammentare, inoltre, la consueta gestione tecnica degli apparati audio-video – in particolare i microfoni per le interviste, e l’impianto per l’esecuzione dei brani musicali riferenti alla Lazio – eseguita solertemente dal Socio Gabriele Spaziani, coadiuvato nell’occasione dal Socio e collega Sandro DELL’ERBA.

E, con sentimento di gioia frammisto alla commozione, che ha pervaso tutti noi partecipanti all’Evento, chiudo il mio semplice scritto con il nostro consueto saluto:

 

F O R Z A  L A Z I O!

 

Marco Bindi

GIULIANO FIORINI, ANCHE TU NEL PARADISO DEGLI EROI

E’ il 21 giugno 1987, il primo giorno d’estate, quando un’anziana Signora di 87 anni si sporge in modo innaturale dal pontile che separa la terra ferma dalle onde di risacca del mare. E’ da una settimana che vive sull’orlo del precipizio, quando Pisa ha piegato le sue resistenze. Dal giro più alto della torre ha visto per tre volte la morte in faccia. Ha cercato salvezza nell’antica “Città Marinara” ma ha visto cosparse di sale irritante le sue ferite ancora sanguinanti. Un’agonia che si trascina ormai da un anno quando la Corte di Giustizia Federale la condannò con nove colpi mortali. Nove coltelli piantati nella schiena, tolti uno ad uno solo dopo otto interventi.

Le onde si rifrangono sugli scogli e su quella costruzione posticcia da dove l’anziana Signora fissa il mare. La schiuma bianca delle onde monta e poi scompare nella battigia dove rimangono le conchiglie, i ciottoli di forma arrotondata e una folla impressionante accorsa al suo capezzale. Inerme trattiene il respiro e segue con lo sguardo ogni piccolo suo gesto sperando che non sia fatale. Assiepa il tratto di arenile circostante tentando di darle quel sostegno salvifico che, a dire il vero, non è mai mancato durante tutto l’anno. Ogni maledetta domenica persone di tutte le età le hanno tributato una visita con lo stesso amore della prima volta a Gubbio quando fu ricoverata all’indomani della sentenza di condanna del tribunale. Ora nella sua testa, come un mantra, riecheggiano le parole del dottor Eugenio che durante la compilazione della base di ricovero, con fare risoluto, le domandò se aveva la forza per rimanere nell’arduo percorso di resurrezione, intimandole, in caso contrario, di andar via per sempre. Quelle poche parole sono state la panacea che l’ha tenuta in vita e che ora, seppur in un equilibrio precario, la tengono ancora sospesa sul pontile. A quasi un anno di distanza rappresentano la via d’uscita da quel malessere fisico e mentale che ne ha fiaccato le speranze di salvezza.

Poco distante da quel tratto di spiaggia dove si sta consumando un dramma umano il cui epilogo per fortuna deve ancora essere scritto, è un brulicare continuo di automobili che percorrono le consolari che portano al mare. A Roma fa caldo già da diverse settimane ma oggi, con l’ingresso ufficiale della stagione estiva, sembra esserlo ancora di più. La gente cerca così refrigerio sul litorale romano fuggendo dall’asfissiante afa della città. I ragazzi in un vociare continuo fanno i bagni a mare mentre i bambini giocano erigendo castelli di sabbia, esposti e precari come l’anziana donna sul pontile.

Intanto in lontananza appare un veliero che, solo in mare aperto, domina le onde increspate da un vento di grecale e dalle forze oscure di un dio Nettuno con le sembianze di Dal Bianco, estremo baluardo vicentino prestato agli abissi marini. La vela bianca del vascello si fonde con il celeste del cielo illuminata dal sole alto del solstizio d’estate. Il suo movimento sinuoso sembra generato dal vibrare di un tamburo battente e da “un amore così grande” di una lirica che si libera nell’aria. Come d’incanto la folla trepidante sulla battigia bisbiglia all’unisono quelle stesse note d’amore che trovano il pertugio giusto tra le labbra serrate dalla paura. Il veliero, cullato dal corale dolce sentire, cambia ora direzione e si dirige verso il pontile. A poco a poco, i muscoli facciali della gente in attesa si distendono e quella musica appena sussurrata si trasforma nel più ammaliante canto delle sirene. Il vascello ora naviga spedito guidato dalle sue 70.000 muse. Corre veloce verso l’anziana donna il cui destino sembra legato indissolubilmente a quello della folla trepidante. Un’empatia fondata su un sentimento profondo che tocca le corde del cuore. Anche il vento ha cambiato direzione e soffia ora da ponente. Accarezza la faccia dell’anziana Signora e le scalza i capelli lunghi che le coprivano il volto. Per la prima volta appare in tutta la sua disarmante bellezza, un fascino etereo che resiste all’incedere del tempo. Le labbra si inarcano leggermente in un concentrato di fatalismo e dignità e offrono un sorriso appena accennato a chi ormai empaticamente è divenuta la sua gente. Nel seguente gioco di sguardi c’è il sigillo dell’amore protettivo di Venere per il suo Adone. Alza lo sguardo verso il cielo e fissa, come l’aquila cara a Giove, il sole ancora alto senza esserne accecata. Allarga di colpo le braccia e il vento disegna sulle sue vesti biancocelesti l’impronta della vela del vascello in avvicinamento. E’ l’incastro perfetto, è il volere delle stelle. Il destino di salvezza sembra ormai scritto!!

La distanza che la separa dal veliero è ormai ridotta e basterebbe un ultimo sforzo della ciurma a bordo per portarla in salvo. Dalla riva la folla urla a gran voce i loro nomi, ora così distintamente riconoscibili. Al timone c’è Mimmo da Eboli che infonde negli altri la saggezza e lo spirito di quel Cristo che si è fermato troppo a lungo su altri lidi, dimenticando quello più caro ad Enea e a chi, come Ernesto, Mario e Massimo, romani di nascita, lo conosce fin da bambino. Antonio Elia detto “King Kong” che con muscoli e polmoni d’acciaio tiene la barra dritta dell’imbarcazione senza disperdere fiato in inutili e fuorvianti discorsi. Gli basta un cenno d’intesa per sincronizzare la pala del suo remo con quella degli altri vogatori Vincenzo, Gabriele, Giorgio e Giancarlo. A Raimondo da Messina e Angelo Adamo da San Giorgio Ionico spetta il compito di dissuadere ogni maga avventrice e difendere il veliero dagli attacchi nemici con l’aiuto degli altri mozzi di bordo Giuliano, Luca e Daniele. Paolo e Fabio rappresentano i primi avamposti e dalla prua indicano la rotta da seguire.

La distanza si è ridotta ulteriormente così come l’arco del sole disegnato nel cielo, pronto ad essere sotteso da un tramonto ormai prossimo. Nel volgere di poco tempo quella palla rossa sarà inghiottita dal mare e scomparirà forse per sempre all’orizzonte. Non c’è più tempo da perdere, l’anziana Signora è sul punto di capitolare e con lei all’unisono le 70.000 anime dannate sull’arenile.  La ciurma si affanna negli ultimi spasmodici tentativi, ma la stanchezza e la lucidità, venute meno dopo così tanta fatica, prendono il sopravvento. La realtà si dissolve e degrada in un’alterazione della percezione sensoriale, dove forze arcane respingono ogni tentativo di attracco e, in un’allucinazione collettiva, fanno apparire le acque del mare tinte di biancorosso. Lo spirito di Dal Bianco aleggia ovunque e argina ogni velleità del veliero che tenta di salpare. Tra otto minuti il sole tramonterà e con esso la speranza di salvare la vita all’anziana donna. Manca ormai pochissimo quando Vincenzo passa la corda a Gabriele da Brescia che dal lato destro tenta un lancio della corda verso il pontile in modo sbilenco, forse un tiro della disperazione che come i precedenti va a vuoto. Ma proprio in quel momento un lampo improvviso segna il profetico vaticinio delle stelle, scegliendo Giuliano, così caro agli dei, per compiere il volere del cielo. La corda lanciata da Gabriele sembra persa inesorabilmente, sta per cadere in acqua quando Giuliano, voltato di spalle, la afferra in modo rocambolesco. Giuliano come tutti i suoi compagni è allo stremo delle forze, deve far affidamento al suo immenso cuore e al suo istinto. Si volta d’improvviso facendo scorrere la corda davanti a sé quando il dondolio del vascello aumenta d’intensità. Sta per cadere e vede la corda allontanarsi di quel tanto da sembrare inafferrabile. Ma Giuliano non è tipo da arrendersi facilmente, è un combattente per natura e chiede al suo cuore un ultimo sforzo. Fa un movimento in avanti, una spaccata e aggancia la corda al pontile nell’unico spiraglio che Dal Bianco può concedere. La folla sulla battigia guarda esterrefatta, trattiene il respiro e deglutisce nell’istante successivo. Giuliano protende le braccia in avanti quasi a toccare l’anziana Signora che aspetta solo che il destino sia compiuto. Guarda fiera uno dei suoi figli, forse uno dei prediletti, rappresentare al meglio l’amore viscerale che lega una madre alla sua discendenza naturale. In fondo è solo quello che vuole, avere la certezza che lo stesso sentimento provato per lei nutra l’amore che un padre tramanda al proprio figlio nella continuità della sua grande famiglia. Giuliano è ormai al suo cospetto e guardandola negli occhi rimane abbagliato dalla luce abbacinante che emana. L’anziana Signora è ormai virtualmente salva e con lei tutte quelle persone che hanno vissuto lo stesso dramma. Giuliano fa un cenno d’intesa e si abbandona in un tentativo di abbraccio certo di riceverlo in cambio. Ma tutto diventa effimero quando si accorge che l’anziana Signora è impalpabile, eterea. E’ volata via come un’aquila tra le stelle e forse non è mai stata sul pontile. E’ più di una semplice rappresentazione umana, è un’idea che esiste a prescindere, è la S.S. Lazio 1900…la prima squadra della capitale…

Matteo Mastrella

NIENTE STORIE, QUELLO SCUDETTO E’ UN DIRITTO DELLA LAZIO

 

 

IL TEMPO DEL 24 MARZO 2017

L’AVV. MIGNOGNA: “NIENTE STORIE, QUELLO SCUDETTO È UN DIRITTO DELLA LAZIO!”

Egregio Direttore,

sento il bisogno di scriverle e di chiederle di pubblicare questa mia, dopo aver letto con un certo stupore i contenuti dell’articolo di un valente collega pubblicato sull’edizione di ieri del Suo quotidiano. Sono da sempre un pluralista convinto, sicchè ritengo giusto che un giornale a tiratura nazionale dia spazio anche a “voci” contrarie rispetto alla campagna di rivendicazione per l’ex aequo dello Scudetto 1914/15 a Lazio e Genoa. Quel che sorprende, in realtà, è che a battersi “contro” sia un collega dichiaratamente romanista e non già un legale con spiccate simpatie partenopee. Nella ricostruzione faziosa, parziale ed incompleta che ieri mio malgrado ho dovuto leggere, peraltro, sembrerebbero esser sfuggiti all’avvocato Mario Stagliano alcuni particolari di rilievo nient’affatto secondario. Il primo. Il Genoa è stato premiato nonostante l’ultimo turno del Girone Finale Settentrionale non si sia concluso soltanto per sua esclusiva responsabilità. Come correttamente riportato da “La Stampa” del 12 maggio 1915, infatti, i grifoni si rifiutarono di accettare la direttiva emanata dalla Figc per prevenire l’insorgenza bellica ed anticipare al 16 maggio 1915 l’ultimo match decisivo in programma contro il Torino (che vincendo li avrebbe potuti raggiungere e superare definitivamente in classifica). Il secondo. È vero che nel 1919 la Figc decretò d’ufficio il Genoa quale squadra vincente del campionato e che Torino ed Inter ancora in corsa per il titolo settentrionale proposero reclamo (la circostanza è incontestata e risulta dalle fonti). Ma è ancor più vero che se torinisti ed interisti si opposero allora a questa decisione, in realtà, per effetto del “ne bis in idem” certamente oggi non potrebbero ricorrere nuovamente avverso la medesima decisione. Con riguardo al (presunto) provvedimento di assegnazione dello Scudetto 1915 al Genoa, occorre dappoi doverosamente sottolineare come lo scrivente si sia premurato di chiedere all’attuale Figc se esistesse o meno agli atti federali copia della relativa richiesta genoana e della successiva ordinanza di attribuzione. La risposta, sul punto, è stata tranciante: negli archivi federali non esiste alcunché. Il terzo. L’avvocato Mario Stagliano erra allorquando afferma che la decisione dell’epoca non doveva esser notificata, sia perché com’è noto qualsivoglia provvedimento decisorio dev’esser sempre portato a conoscenza delle parti interessate (alla Lazio, al contrario, non pervenne nulla), sia perché non vi è prova alcuna che lo stesso sia stato formalmente inserito nel Bollettino Ufficiale dell’epoca. Il quarto. La storiografia ufficiale del calcio per decenni ha falsamente tramandato che il campionato della Lazio 1914/15 rimase definito sino alle fasi eliminatorie, mentre l’equipe che fa capo allo scrivente ha rinvenuto e documentato come i biancazzurri furono inconfutabilmente Campioni dell’Italia Centrale per effetto dei forfait all’ultima giornata del Girone Finale Centrale del Lucca contro la Lazio e del Roman contro il Pisa (come correttamente riportato da “L’Italia Sportiva del 17 maggio 1915). Il quinto. Tali scoperte sono avvenute a febbraio/marzo 2016, sono state immediatamente trasmesse nel fascicolo del procedimento attualmente pendente in Figc, giuridicamente costituiscono il c.d. “fatto nuovo” che legittima il riesame e l’ex aequo del titolo 1914/15 e sottraggono il contenzioso a qualsivoglia termine decadenziale e/o precrizionale. Il sesto. Costituisce fatto vero che l’originario testo della petizione promossa su Change.org era parzialmente diverso da quello ora online, ma è ancor più vero che il sottoscritto, man mano che fatti e documenti emergevano dal dimenticatoio, ha sempre provveduto a darne notizia tramite comunicati ufficiali ed a trasmettere il testo aggiornato ai competenti organi federali. Ogni diversa ricostruzione e/o interpretazione sul punto, ordunque, si palesa chiaramente faziosa, pretestuosa e strumentale. Arrivando ad affrontare il tema del Girone Finale Meridionale, altresì, occorre in primis precisare che Internazionale Napoli e Naples si sarebbero dovute sfidare in gare di andata e ritorno per stabilire chi avrebbe dovuto affrontare la squadra Campione dell’Italia Centrale per poi aver accesso alla Finalissima Nazionale. Ebbene, mentre risulta documentalmente provato che tale gara fu annullata per irregolarità di tesseramento di alcuni giocatori (come correttamente riportato da “L’italia Sportiva” del 3 maggio 1915), non vi è alcuna prova valida che tali gare (andata e ritorno) si siano effettivamente disputate e/o ridisputate come ex adverso artatamente sostenuto. Giova rimarcare, difatti, i due trafiletti della Gazzetta dello Sport acclusi alla presente: uno che dà atto del predetto annullamento (facendo riferimento al “Campionato dell’Italia Meridionale”) e l’altro che riporta testualmente: “Il Campionato Meridionale: Internazionale batte Naples 3 goals a 0. Scarso pubblico dato il caldo quasi estivo ha presenziato al primo match di Campionato, nuova edizione, giocatosi…”. Non vi è stato, pertanto, nessun errore grossolano e nessuna induzione all’errore da parte del sottoscritto nei confronti della Commissione dei Saggi, perché tali trafiletti, sol che lo si volesse, consentirebbero di evincere con evidenza palmare che: a) non è dato affatto sapere se il match giocatosi tra i due club napoletani fosse ascrivibile al campionato 1914/15 o più verosimilmente, vista l’imminenza del conflitto bellico, a quello successivo di nuova edizione (come indica il tenore letterale del testo); b) non è dato affatto sapere se tale partita sia stata giocata con ufficialità e successivamente omologata; c) non è dato affatto sapere se l’incontro giocatosi si riferisse al campionato nazionale di prima categoria o piuttosto a competizioni di categoria inferiore, che tutte le società erano solite disputare con le seconde e le terze squadre; d) non può sfuggire che quel che si vorrebbe far passare come l’incontro che avrebbe sancito la compagine campione meridionale, in ogni caso, sarebbe stato solo e soltanto il primo dei due di andata e ritorno programmati (lo precisa il trafiletto della Rosa: “…scarso pubblico dato il caldo estivo ha presenziato al primo match…”); e) non esiste alcuna traccia e/o documento che attesti l’eventuale disputa del match di ritorno (sempre che, per pura ipotesi scolastica, possa ritenersi disputato il match di andata) tra i due club napoletani, men che meno su qualsivoglia comunicato e/o bollettino ufficiale; e) con buona pace dell’avvocato Mario Stagliano, il titolo meridionale rimase vacante e conseguentemente la Lazio fu… Campione dell’Italia Centro-Meridionale! Il pur valente avvocato romanista omette completamente di evidenziare che, con efficacia tranciante, l’attuale Napoli non possiede lo stesso numero di matricola e di iscrizione alla Federcalcio, sicchè, quand’anche sussistessero (ipoteticamente parlando) elementi probatori a favore dei precedenti club napoletani, il Napoli non sarebbe legittimato onde reclamare alcunchè! Il tenace collega, altresì, erra nuovamente allorquando afferma che la Commissione dei Saggi non ha svolto indagini in proprio. Basta leggere la Relazione per rendersi conto che gli esperti nominati hanno svolto una compiuta istruttoria autonoma, finanche chiedendo documenti al Genoa e/o consultando proprie fonti, per rendersi conto che costituisce un vero e proprio falso storico l’affermazione che la commissione medesima si sia limitata a chiedere chiarimenti allo scrivente. Per concludere, la gran brutta storia è soltanto che ci sia ancora qualcuno che perda tempo a dileggiare una grande rivendicazione come quella portata avanti dal popolo biancazzurro, la memorie dei tantissimi eroi laziali caduti sul fronte austro/ungarico, la professionalità di legali quali lo scrivente che con cuore ed abnegazione lottano per le proprie battaglie (sportive e non) e l’elevatezza di illustri giuristi quali i saggi nominati che hanno espresso un parere inconfutabile circa la fondatezza delle ragioni sportive biancazzurre sul campionato 1914/15 e che, se passati ad altri incarichi giudiziari, forse lo hanno meritato proprio per la grande professionalità dimostrata nelle opportune sedi.

 

Avvocato Gian Luca Mignogna

Esperto in Diritto Civile e Diritto Sportivo

Patrocinante in Corte di Cassazione e presso le alte Magistrature dello Stato e dell’Unione Europea

 

LA LAZIO FA VISITA AL LAZIO CLUB QUIRINALE ALLA CASA DELL’AVIATORE

 

 

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ROMA – 9 Marzo 2017

 

 

Vola l’aquila della Lazio alla Casa dell’Aviatore, storico Circolo Ufficiali dell’Aeronautica Militare, cornice suggestiva di una serata splendida che ha coinvolto circa 200 persone ed una solida rappresentanza della squadra.

L’evento, organizzato interamente dal Lazio Club Quirinale, ha avuto come protagonisti Ciro Immobile e Marco Parolo, disposti a tavola con i soci, il mitico Angelo Peruzzi e gran parte della Dirigenza tra cui Maurizio Manzini, Arturo Diaconale e Simone Inzaghi, arrivato a sorpresa a serata iniziata. Ma da socia, laziale e forse anche un po’ romantica, credo che l’ospite d’eccezione sia stata proprio Olimpia, sorretta da Juan Barnabè, che l’ha accompagnata nel giro tra i tavoli come una vera sposa, posandola sulla spalla di ogni socio che voleva immortalare il momento. Impagabile la gioia dei bambini, muniti di pennarelli, maglie e palloni, che correvano da un tavolo all’altro, cercando l’attenzione dei loro campioni; non da meno quella degli adulti, che si affannavano tra selfie, richieste di autografi e flash pronti per il taglio della torta. Sì, perchè il Lazio Club Quirinale ha pensato proprio a tutto giovedì sera, ottenendo un risultato strepitoso, confermato dalla squadra e dai soci che agognano già il prossimo evento. E’ incredibile quanto, in poco tempo, sia diventato importante il nostro club grazie al carisma del Presidente Raffaele Bracci e del Vice Presidente Gianluca Poggi che sono riusciti a coinvolgere uomini e donne di tutte le fasce d’età. La lazialità che forse negli ultimi anni si era un po’ spenta nei nostri animi è tornata a brillare più di prima. Non rimane che ringraziarli, perché per noi si spendono davvero tanto, e soprattutto lo fanno col cuore. Ora non ci resta che continuare a supportare la prima squadra della Capitale, in attesa della visita a Formello.

W il Lazio Club Quirinale, w la Lazio!

 

Arianna Tirico

 

BRUXELLES: LA LAZIO VESTE IL MANNEKEN-PIS CON LA SUA MAGLIA

La mattina del nove gennaio 2017, una rappresentanza del “Lazio Club Quirinale 1900”, su invito ufficiale della Polisportiva Lazio, si ritrova a Bruxelles per celebrare il 117° anniversario della fondazione della S.S. Lazio con una cerimonia che si terrà presso la Sala Gotica nella sede del Municipio situato sulla Grand Place.

Oggi, nove gennaio, da poco spenti gli echi provenienti da Piazza della Libertà in Roma, è tempo di festeggiare ancora! Il cuore del vecchio Rione Prati, come ogni anno, la sera dell’otto gennaio si riempie di tifosi laziali festanti, pronti ad attendere la mezzanotte in una sorta di capodanno laico a tinte biancocelesti. Una tradizione che si tramanda ormai dalla fine del secolo scorso quando spontaneamente un gruppo di giovani si radunò, la notte dell’otto gennaio 2000, nella piazza che diede i natali alla Lazio, brindando al nuovo secolo che stava nascendo e al centenario della Polisportiva Lazio che ricorreva nello stesso anno del primo Giubileo del nuovo millennio.

Celebrare il compleanno del sodalizio sportivo più antico di Roma è diventato un vanto ed una tradizione che lega le diverse anime del “mondo Lazio” alle radici della nostra città. La Polisportiva rinnova ogni anno questo rituale con iniziative mirate che interpretano in modo autentico i sentimenti e l’essenza delle sue 45 Sezioni Sportive e delle 17 Attività Associate (www.sslazio.org). I 10.000 atleti che le compongono il nove gennaio di ogni anno si ergono a vessilliferi della lazialità fondendo il loro animo sportivo con quello dell’aquilifero, che fiero urla al mondo “Lo sport a Roma si chiama LAZIO”!

Per il suo 117° compleanno, la Polisportiva Lazio quest’anno ha deciso di rendere omaggio alla figura del suo padre fondatore, il bersagliere Luigi Bigiarelli che, insieme ad altri otto giovani pionieri, diede vita il nove gennaio 1900 all’Ideale biancoceleste. La sua vita si divise tra Roma, sua città natale, e Bruxelles, sede delle sue attività commerciali dove morì prematuramente. Le ricerche storiografiche sulle vicende umane e sportive del nostro fondatore, non ultimo il ritrovamento del luogo di sepoltura all’interno del cimitero di Ixelles – dove è stato possibile erigere una stele commemorativa – hanno sancito un forte legame tra la S.S. Lazio e la città belga. Negli ultimi anni è stato consolidato ulteriormente attraverso la conduzione da parte della Polisportiva Lazio della EMCA (European Multisport Club Association, www.multisportclubs.eu) l’associazione, con sede proprio a Bruxelles, che rappresenta le più importanti polisportive europee aderenti al progetto “Erasmus Plus Sport” (www.sportandsupport.eu) della Commissione Europea sull’inclusione sociale nel mondo dello sport. Oggi nove gennaio 2017 questa fattiva collaborazione avrà il suo apice nella cerimonia solenne all’interno del palazzo municipale e nell’ulteriore omaggio che la città di Bruxelles renderà alla Lazio, consentendole, come primo club italiano, la vestizione del suo simbolo cittadino, il Manneken-Pis (letteralmente “bambino che fa la pipì”), tradizione generalmente riservata a Capi di Stato in visita ufficiale e solo in rarissime circostanze ad altre realtà sportive.

L’appuntamento è fissato per le ore 11.00 presso il Municipio di Bruxelles che si affaccia sulla grandiosa e maestosa Grand Place. Ci troviamo in una delle piazze più belle del mondo, riconosciuta dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. La “Casa del Re” e le “Case delle Corporazioni” completano l’assetto architettonico della piazza e ribadiscono, attraverso dettagli di decoro, la vocazione mercantile e commerciale di tutta la città di Bruxelles. Il Municipio, realizzato nella prima metà del XV secolo, con la sua facciata e la torre civica “Inimitabile” è uno degli esempi più suggestivi dell’architettura gotica fiamminga. Sulla parte sommitale della guglia più alta è rappresentata la figura dell’arcangelo San Michele che imbraccia la spada.

Entriamo all’interno della Sala Gotica e in breve tempo il primo oratore, Monsieur Alain Courtois primo Assessore del Municipio di Bruxelles, introduce la cerimonia con la presentazione degli altri rappresentanti delle istituzioni cittadine Madame Karine Lalieux, Assessore ai Beni Culturali e Madame Dominique Dufourny, Sindaco del Municipio di Ixelles. L’intervento dell’Assessore allo sport della Commissione Europea rende merito alla Polisportiva Lazio che, attingendo dal suo patrimonio culturale ed etico, ha saputo interpretare la direzione della EMCA secondo i principi di inclusione sociale e di cooperazione propri dell’Unione e trasferire, aggiungiamo noi, nella capitale d’Europa Bruxelles quella componente umana, tutta italiana, del suo Santo Patrono Benedetto, oggi così duramente colpito dal terremoto in Valnerina. Tra gli ospiti convenuti figurano i rappresentanti dell’Istituto di Cultura Italiana presso il Consolato, il rappresentante dell’Ambasciata Italiana, il delegato allo sport del Governo italiano, il Segretario Generale della FESI (Federation of European Sporting goods Industry), il Segretario Generale e il Vice Presidente del Levski Sofia in rappresentanza delle altre polisportive aderenti alla EMCA. Ultimo, ma non per importanza, un esponente del “Torino Club Bruxelles” che, seguendo il percorso tracciato dall’omologo “Lazio Club Bruxelles Luigi Bigiarelli”, avrà l’onore di vestire, come seconda realtà sportiva italiana, la statua del Manneken-Pis il prossimo 4 maggio, giorno della ricorrenza della “tragedia di Superga”, il cui disastro aereo seppellì non solo la squadra del “Grande Torino” ma anche una parte dei vagiti di rinascita dell’Italia del secondo dopoguerra. L’ideale passaggio di testimone dalla Lazio al Torino tesse il filo sottile della tradizione sportiva italiana che affonda le sue radici nei principi nobili e universali delle Olimpiadi, di cui Bigiarelli e la Lazio furono tra i primi, nella Capitale e in Italia, a coglierne il verbo e l’insegnamento nella secolare contaminazione tra le culture classiche di Atene e Roma.

Le parole del Dott. Federico Eichberg, Presidente Vicario della Lazio Generale, risuonano curiali all’interno della Sala Gotica sul significato profondo della “LAZIALITA’”, neologismo intriso dell’amore profondo per i colori biancocelesti e la sua storia. Il suo intervento ripercorre le tappe fondamentali del fondatore Luigi Bigiarelli, il suo trasferimento nella città di Bruxelles e i luoghi che ne segnarono la sua permanenza, come l’indirizzo di “Rue de St. Catherine n.6” da dove continuò le sue attività commerciali e le competizioni sportive, gareggiando sempre con la maglia della Lazio, portata con sé direttamente da Roma. Un legame profondo e duraturo tra la città di Bruxelles e la Lazio che, per volontà e dedizione del Dott. Federico Eichberg, rinnova ogni anno il suo apprezzamento e il suo sentimento di gratitudine alle istituzioni della capitale belga. Nel discorso di chiusura trova spazio il suo ringraziamento vivo ed autentico per tutto il “Lazio Club Bruxelles” intitolato alla memoria del fondatore Luigi Bigiarelli e vera roccaforte della lazialità in terra fiamminga. La cerimonia all’interno del Municipio si conclude con la consegna della divisa ufficiale da gioco da parte del team manager della Lazio calcio Maurizio Manzini al Presidente dell’Ordine del Manneken-Pis, con la quale vestirà con il “Costume n.963” la statua del “bambino che fa la pipì”.

Il brindisi finale fa da preludio ad un manifestazione spontanea che sfilerà dalla Grand Place per le vie di Bruxelles fino alla statua del Manneken-Pis. La banda musicale, chiamata per l’occasione, suona una marcia trionfale che riecheggia all’interno della Sala Gotica invitando tutti gli astanti a seguirla festosamente. Apre il corteo lo stendardo del “Lazio Club Bruxelles” con l’effige di Bigiarelli bersagliere stampata sopra, issato al cielo con malcelato orgoglio dagli alfieri dello stesso club. Ci piace immaginare, solo per un attimo, di rivedere in loro la guida del nostro fondatore che indica la via per una storia lunga 117 anni, con la banda musicale che suona idealmente come la fanfara dei bersaglieri. Tra la curiosità e lo stupore dei turisti fuori stagione, dal corteo si alzano forti i cori per la Lazio. Rimbombano nei vicoli stretti dell’area pedonale del centro di Bruxelles e si fanno ancora più forti davanti alla statua del Manneken-Pis vestita di biancoceleste. La banda musicale ha smesso di suonare e lascia il posto alla tastiera elettronica di un tifoso-artista di strada che in sequenza intona gli inni della Lazio. L’eccitazione è tale da rendere innocua la tenue pioggia che cade e che mescola le sue gocce con il getto “d’acqua benedetta” che fuoriesce dalla statua del bambino che fa la pipi’. Negli occhi di Federico Eichberg e dei componenti del “Lazio Club Bruxelles” traspare l’orgoglio per aver portato a compimento la loro missione vestendo il cielo ingrigito di Bruxelles con i colori naturali del bianco e celeste. La maglia che copre il Manneken-Pis non è un semplice pezzo di stoffa ma rappresenta una storia centenaria che unisce intere generazioni. La compostezza e la solennità della cerimonia del Municipio sono ormai dissolte e lasciano spazio all’euforia e al malto che esce dalla cannella della statua, come le fontane dei Castelli Romani che danno vino durante la vendemmia autunnale. Un bicchiere di ambrata birra belga levato al cielo di Bruxelles unge le gole che cantano il sentimento dei “Giardini di Marzo” di Lucio Battisti dove …. ”In fondo all’anima cieli immensi, immenso amore, e poi ancora, ancora amore, amor per te”…. La commozione si fonde al senso di appartenenza alla più grande polisportiva d’Europa e ci stringe tutti nell’ennesimo abbraccio fatale.

Non può mancare, secondo lo stile e lo spirito della Lazio, eretta con decreto regio in Ente Morale nel 1921, un momento di raccoglimento e di riflessione che si tiene all’interno della cattedrale di St. Catherine, luogo caro allo stesso Luigi Bigiarelli. La Lazio non sarebbe stata cosi longeva e non sarebbe diventata la polisportiva più grande d’Europa se non fosse stata animata da puri sentimenti d’amore che, attraverso comportamenti solidali e virtuosi, hanno rappresentato la giusta alchimia per superare i momenti di difficoltà, forse troppi, della nostra storia.

L’omaggio finale delle celebrazioni odierne è rivolto unicamente al nostro fondatore Luigi Bigiarelli. Le sue spoglie immortali riposano in eterno nel cimitero monumentale di Ixelles, dove una stele in marmo bianco indica il luogo di sepoltura. Una processione spontanea di persone rende onore alla sua tomba che dalla collinetta su cui è fissata domina una parte di città volgendo, nel cielo plumbeo, lo sguardo all’orizzonte che sfuma verso il chiarore di un tramonto ormai imminente. Si alza un vento gelido che sferza il nostro viso quando ancora una pioggerellina fine cade costante. E’ il momento di tornare indietro. Un ultimo sguardo alla stele e un saluto ideale di commiato a chi ha permesso tutto questo. La strada del ritorno è ormai segnata!

Ma la giornata per noi del “Lazio Club Quirinale 1900” non è ancora terminata. E’ fissato un altro evento, questa volta conviviale, con gli amici del “Lazio Club Bruxelles”. Ci ritroviamo in una pizzeria nel quartiere delle Istituzioni Europee, che proprio oggi nove Gennaio, hanno ripreso a pieno regime la loro attività. La serata è piacevole, trascorre veloce scambiandoci opinioni e impressioni della giornata appena trascorsa. Ci fa un gran piacere sapere che una squadra di calcio sia la “scusa domenicale” per far incontrare i nostri amici in terra straniera. E’ la risposta più vera ai laconici commenti sulla stupidità nel seguire una squadra di calcio.  Ed è per lo stesso motivo che anche noi, partendo da Roma alle sei del mattino, siamo qui con loro a passare una splendida serata. E tutto questo grazie alla Lazio, perché “La Lazio è de più”, perché la Lazio è uno stile di vita…

Buon compleanno mia cara Lazio, buon compleanno fratelli laziali ovunque voi siate!

Matteo Mastrella

COMMEMORAZIONE CADUTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE 4 NOVEMBRE 2016

Il 30 luglio 1915 a Castelnuovo di Sagrado (Gorizia) fa un caldo asfissiante. Il sole è alto sul fronte di guerra austro-ungarico e i soldati, in un’attesa snervante, rimangono acquattati all’interno delle loro trincee. Il ronzio delle mosche si mescola al gioco di luci ed ombre e accompagna qualche sporadico gemito proveniente dalla linea nemica. Il sesto reggimento dei bersaglieri è interamente schierato a difesa della posizione italiana nella zona dell’Isonzo, con la quinta compagnia di comando pronta ad entrare in azione su ordine del tenente Giorgio Bompiani. E’ necessario riguadagnare le posizioni perdute e porre fine all’arretramento inferto con le disfatte delle precedenti battaglie. Il tenente Bompiani ordina l’attacco e alla testa di un manipolo di bersaglieri si getta verso le linee avversarie, esposto, come tutti, al violento fuoco della fucileria e delle mitragliatrici austriache. Una luce abbacinante divampa dalla trincea nemica e anticipa di qualche brevissimo istante il sibilo di una pallottola che lo ferisce mortalmente. Il tenente Giorgio Bompiani cade a terra e gli ultimi spasmi sono il preludio di una morte ormai certa. Un rivolo di sangue fuoriesce dalla bocca e bagna il terreno arido e polveroso. La vita del tenente Bompiani, come purtroppo quella di molti altri soldati italiani, termina qui quando ancora non sa che il suo sacrificio non sarà vano e le vittorie italiane riportate sul Piave nell’ottobre del 1918 determineranno la fine delle ostilità con l’entrata in vigore, il quattro novembre dello stesso anno, dell’armistizio di Villa Giusti. Il tenente Bompiani non sa che dall’anno seguente, a suggello della vittoria italiana nella Prima Guerra mondiale, il “IV Novembre” sarà istituita la “Giornata dell’Unità Nazionale” e la festa delle Forze Armate. Il bersagliere Bompiani, erede anche lui dell’Ideale di un altro bersagliere, Luigi Bigiarelli, non sa e non può sapere che oggi, a 101 anni di distanza, la famiglia della S.S. Lazio renderà onore alla sua tomba al cimitero monumentale del Verano, scegliendo lui come simbolo di tutti i caduti della Polisportiva biancoceleste nel primo evento bellico mondiale. Il calciatore Bompiani, già protagonista della leggendaria vittoria delle “tre partite in un giorno” nel giugno del 1908, e probabilmente nella rosa della squadra all’alba della stagione 1914/1915, non sa e non può sapere che forse finalmente sarà fregiato con il titolo di Campione d’Italia 1914/15. Lo merita, come lo meritano tutti i calciatori della Lazio partiti per il fronte e mai più tornati indietro per concludere quella trionfale stagione calcistica che solo un evento tragico come la guerra ha interrotto.

Lazio Campione d’Italia 1914/1915 per la S.S. Lazio e la sua storia, per gli atleti caduti in guerra, per la Verità.

Oggi quattro novembre 2016, su iniziativa dell’Avv. Gianluca Mignogna, già promotore della petizione per la richiesta dell’assegnazione ex-aequo del titolo di Campione d’Italia 1914/1915 alla S.S. Lazio, ha luogo la commemorazione di tutti i caduti della Polisportiva Lazio presso il cimitero monumentale del Verano in Roma.

I banchi dei fiori che costeggiano le mura di cinta del più celebre dei cimiteri romani ancora espongono le corolle più belle per omaggiare i defunti nella ricorrenza appena occorsa. E’ un trionfo di colori, dal giallo delle margherite, al viola dei crisantemi al tenue bianco e fucsia delle orchidee dallo stelo filiforme. Questa distesa di fiori restituisce allo sguardo la piacevole sensazione di pacificazione interiore, persa nell’intricato dedalo delle frenesie quotidiane ancor più ingrigite dal cemento della nostra città. Un nucleo di persone staziona davanti all’ingresso principale che si apre sull’omonimo Piazzale del Verano, pronto, in religioso silenzio, a recarsi in processione verso la tomba di Goffredo Mameli, il simbolo più autentico del patriottismo italiano. Le note dell’inno d’Italia da lui scritto rimbalzano nell’etere e impongono alla colonna umana di fermarsi davanti alla sua tomba per omaggiare in un gesto simbolico tutti i caduti per amor di patria. A questa schiera appartengono a pieno titolo molti atleti della Polisportiva Lazio che, partendo per il fronte, lasciarono incompiuta, in molti casi in modo definitivo, la loro attività sportiva. Molti di essi non fecero mai ritorno, lasciando per sempre in custodia alle acque del Piave i loro sogni giovanili, covati sulle sponde del Tevere in una fredda giornata del gennaio 1900. Il loro estremo sacrificio ha tracciato la via lungo la quale oggi la delegazione biancoceleste, guidata dal Presidente della Lazio Generale dott. Antonio Buccioni, intende proseguire nel ricordo con la commemorazione ai caduti della Grande Guerra . Viene disteso un lungo striscione celebrativo e deposta una corona di fiori a ricordo indelebile del loro sacrificio e del loro coraggio. La cerimonia sobria e pacata si conclude sulle note del silenzio quando le prime gocce di pioggia cominciano a scendere. Ci piace pensare che nel ciclo delle acque vi sia un rimescolamento delle stesse che partendo dal cielo arrivino in terra, dal Tevere al mare e con un processo osmotico risalgano la corrente del Piave e facciano giungere la nostra profonda gratitudine a chi ha immolato la propria vita per un ideale di libertà.

Perché ancora possono sentirci, perché “chi muore per la patria, non muore mai”!

 

Matteo Mastrella